Elezioni, il Vescovo Di Donna: “Priorità assoluta alla tutela dell’ambiente ed alla lotta all’illegalità”.

“La nuova amministrazione comunale della nostra città metta al primissimo posto la difesa dell’ambiente e la custodia del Creato: è una questione di vita o di morte”. Mentre si avvicinano le elezioni comunali ad Acerra ed in altri Comuni del napoletano del 12 giugno prossimo, il Vescovo Antonio Di Donna rivolgeva l’ennesimo appello alla politica dal piazzale del Santuario della Vergine del Rosario di Pompei.

Dove, lo scorso 16 maggio, l’alto prelato teneva messa e benediceva i prodotti agricoli deposti davanti all’altare dai contadini, ivi giunti con le loro famiglie per il 116esimo pellegrinaggio Acerra-Pompei della Società Cattolica Agricola del Sacro Cuore di Gesù. Sull’altare, però, non finiva solo la questione ambientale. L’omelia del Vescovo era anche in chiave antimafia.

“Se non combattiamo la corruzione, l’illegalità – le sue parole pronunciate a Pompei – i giovani continueranno ad andare via da Acerra, che resterà solo un lontano ricordo per le nuove generazioni”. Corruzione e traffico di droga, due facce della stessa medaglia.

“Proprio di recente – ricordava il Vescovo – due ragazzi di vent’anni sono rimasti uccisi, pare per il controllo del traffico di droga: anche questa è corruzione”. Ma Di Donna ha voluto battere molto sul chiodo dell’ambiente.

“Non è una mia fisima – chiariva – la giustizia, la pace e la difesa del Creato sono strettamente interdipendenti”. Un ragionamento partito dall’acerrano adottivo e filantropo Francesco D’Amore che, grazie anche ad un rapporto d’amicizia molto stretto con il beato Bartolo Longo diede il via, nel 1904, al primo pellegrinaggio dei contadini dell’agro acerrano verso il santuario di Pompei.

“Era l’epoca – rammentava Di Donna – immediatamente successiva all’enciclica Rerum Novarum di papa Leone XIII. C’era la questione operaia e contadina. Nell’agro acerrano, nolano e nocerino sarnese si facevano tre raccolti all’anno senza additivi chimici.

Ora si è aggiunta la questione ambientale. Ma nonostante tutto i nostri contadini ancora riescono a produrre ottimi prodotti della terra, frutta ed ortaggi di qualità. Intanto la nostra madre terra è ancora inquinata e violentata e i Comuni e la Regione soprattutto lo devono capire”. Giustizia, pace e difesa del Creato:

“Sono le tre gemelle. E’ per loro mi rivolgo alla Vergine di Pompei”. “Cosa c’è di più ingiusto – gli interrogativi del prelato – di una guerra come quella in Ucraina o delle altre guerre, che non sono nient’altro, che la diretta conseguenza dello scontro tra le superpotenze?

E qui da noi cosa c’è di più ingiusto, del fatto che un ammalato che non ha soldi, deve aspettare mesi e mesi per un’analisi, del baratro tra le pensioni d’oro e quelle da fame e tra lo stipendio di un amministratore delegato e di un operaio? Tutto ciò è guerra generata dall’assenza di giustizia”.

Nel segno della pace è stata invece la parabola di San Cuono, patrono di Acerra, il santo martire ucciso nel terzo secolo, proveniente dall’attuale Konya, in Turchia. “Il 30 maggio prossimo – annunciava Di Donna – lo celebreremo ad Acerra insieme con il Vescovo di Istanbul, Massimiliano Palinuro”.

Intanto, a proposito di tematiche ambientali, vanno evidenziate le parole dell’Avv.Maurizio Albachiara, Responsabile dell’associazione Cittadinanzattiva e del Tribunale per il diritto del Malato – sezione di Acerra, il quale “si associa alle rimostranze del Vescovo Di Donna, pronunciate nella suddetta omelia per la difesa del Creato e per la difesa del territorio dai nuovi insediamenti per il trattamento dei rifiuti”.

E come associazione presente sul territorio che si occupa della tutela del diritto alla salute, chiede “a tutte le forze politiche e a chi si è candidato alla guida della Città, che il tema ambientale e la sua tutela rappresentino uno dei punti cardini dell’agenda amministrativa dei prossimi anni, nell’interesse delle future generazioni e dell’intera comunità”.

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