Chiesta l’autorizzazione per un nuovo impianto di rifiuti non pericolosi. Occhio all’8 giugno 2022

Sembra proprio non esserci pace per la locale Area a Sviluppo Industriale e, in generale, per il nostro territorio.

Infatti, oltre agli impianti già autorizzati di recente sul nostro territorio, come quello di stoccaggio, trattamento e smaltimento di rifiuti speciali liquidi non pericolosi, anche industriali, per un quantitativo massimo di 50 tonnellate al giorno in località Calabricito.

O quello a biometano, che fa capo alla società Green Fuel, che produce 9 milioni di metri cubi all’anno di gas metano dal trattamento di oltre 80 mila tonnellate di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, di scarti vegetali e di legno e cartone e contro la cui autorizzazione il Comune presentò ricorso al Tar Campania, ottenendone però il 7 aprile scorso esito negativo e ricorrendo in giudizio al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar.

E quello della “Kosmo Ecological”, che ha chiesto l’autorizzazione per la realizzazione e gestione di un impianto di messa in riserva e trattamento di rifiuti pericolosi e non), al netto dei ricorsi presentati o persi al Tar, un’altra tegola è caduta sulle già precarie condizioni ambientali del nostro territorio.

Infatti è stata fissata per l’8 giugno prossimo la Conferenza dei Servizi, per valutare l’istanza presentata dall’azienda “Cisette”, volta ad ottenere l’Autorizzazione Unica Ambientale per la realizzazione e gestione di un impianto di rifiuti non pericolosi, da ubicare in zona Asi.

Già nell’ottobre del 2018 la V sezione del Tar Campania, con sentenza n.5819, accolse il ricorso del Comune, annullando il Decreto dirigenziale della Regione Campania, che autorizzava la realizzazione di un impianto per la messa in riserva, stoccaggio, recupero e smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi in località “Pantano” da parte dell’azienda “Cisette”. Una struttura da 100 mila tonnellate all’anno di scarti prevista nel polo dei rifiuti, ubicato nella locale zona Asi.

Il Tribunale Amministrativo regionale ritenne fondati i motivi, con i quali era stata denunciata la mancata informazione preventiva sullo studio di impatto ambientale, che non era stato pubblicato, come prescritto dalle norme e dalle convenzioni internazionali, presso la sede comunale, né sul sito regionale delle valutazioni ambientali. Per cui, in assenza di corretta informazione del pubblico, non era stata resa possibile la partecipazione dei cittadini mediante osservazioni.

Grande soddisfazione per la decisione dell’organo giurisdizionale campano venne espressa dagli ambientalisti locali, mentre la locale sezione del Movimento 5 Stelle, che aveva da subito manifestato la propria contrarietà all’insediamento dell’azienda, appena conosciuta la notizia, diramò un comunicato stampa, che di seguito riportiamo.

“La decisione del TAR di accogliere il ricorso presentato dal Comune contro la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) rilasciata dalla Regione Campania a Cisette, segna una grande vittoria per la vita degli Acerrani. Viene così scongiurato l’ennesimo impianto altamente inquinante al Pantano. La decisione di impugnare l’autorizzazione fu presa successivamente alla seduta del Consiglio comunale del 29 settembre 2017, durante il quale la nostra portavoce nel Civico consesso, Carmela Auriemma, pose la questione al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente Cuono Lombardi.

Fino a quel momento – proseguiva la nota stampa – niente era stato fatto o detto dall’Amministrazione comunale. In quell’occasione il Consigliere Auriemma rappresentò all’intera Assise cittadina, che se l’azienda Cisette non avesse ottemperato all’obbligo di comunicare il progetto e la relativa richiesta anche al Comune, c’era un evidente vizio, che inficiava il provvedimento VIA. Subito dopo ci fu la decisione del Comune di presentare ricorso. Resta ancora in piedi la VIA per Eurometal ma, anche in questo caso, sollevammo le stesse criticità.

Questa grande vittoria per la città e la qualità della vita degli Acerrani dimostra, che la nostra azione di opposizione funziona. Ma resta inteso – aggiunse il comunicato – che tali impianti impattanti vanno bloccati ai tavoli istituzionali, dove il Comune di Acerra è sistematicamente assente.

L’ultimo episodio si è verificato qualche settimana fa in Regione ed è relativo al mega impianto di incenerimento di Acerra. Faremo di tutto, per salvaguardare la salute degli Acerrani, in modo che il nostro territorio possa rinascere con orgoglio e dignità dopo anni di mala politica”.

 

Joseph Fontano

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