Alessandro Cannavacciuolo: non sono candidato. Vi chiedo scusa…….

“Vi chiedo scusa, se vi abbiamo deluso. Ma la nostra storia e la nostra coscienza ha prevalso sulla logica politico/elettorale. Non ho mai nascosto a nessuno, che sono stato chiamato personalmente a confrontarmi, per valutare la possibilità, che io scendessi in campo in queste elezioni.

Fin da subito, ho chiaramente espresso la mia posizione, le mie idee, ma soprattutto la mia voglia, di metterci la faccia nell’ambito ambientale. Il territorio, la salute, l’ambiente sono sempre state e sempre saranno questioni prioritarie, che mi hanno spinto a condurre le lotte contro le ecomafie e a portarle al centro del dibattito nel mio percorso politico.

Tutto ciò mai, e dico mai, sarà oggetto di baratto. Ora se nel rispetto di tali importanti valori ho deciso, in maniera sofferta, di non scendere in campo, nel contempo desidero chiedere scusa a chiunque, a seguito di questa mia scelta, possa essersi sentito deluso. Vorrei che comprendiate, che la nostra coscienza ha prevalso su altre logiche opportunistiche.

Ma il mio/nostro impegno politico/ambientale, invece, lo premetto, continua. Per amore, per passione, per esempio. La politica non è matematica, non è ricerca del consenso, non è carriera. E’ l’unione del cuore e della ragione. La politica è spiritualità, è partecipazione, è dovere. La nostra sfida è più alta, dev’essere più alta. Chi mi conosce, sa bene che non ho mai fatto dei rappresentanti politici della mia città di tutta l’erba un fascio e che ho sempre distinto la persona dal colore politico.

Ma non posso non sottolineare e ribadire che, per troppo tempo, la politica cittadina si è tradotta in un compromesso multiforme: una concessione edilizia, un pacchetto di voti, un posto di lavoro, un affidamento diretto, una multa stracciata, una festa di quartiere, una strada asfaltata. Così, da e per troppo tempo, la interpretano molti candidati e, diciamoci la verità, la vogliono molti cittadini.

Ad una politica familistica, clientelare ed assistenziale, non ci si può contrapporre a due mesi dalle elezioni, dimenticando di essere stati l’ossigeno del cosiddetto meccanismo, di cui solo oggi ci si scandalizza e rispetto al quale non sono chiare e nette le prese di distanza. Ora avverto come prioritario e costruttivo l’esempio di un impegno quotidiano anche senza una carica elettiva. La scelta di non candidarmi vuole segnare una pagina netta e chiara. Una diversità praticata e non predicata.

Con questo non voglio e non mi sottrarrò alle mie responsabilità e se ci sarà bisogno, abbiamo coraggio, memoria e idee per confrontarci.

Ai tanti amici, che oggi si sono candidati, chiedo solo di non accontentarsi, di fuggire dall’idea che tutto è perduto, di non soffrire il fascino del potere, di rifiutare i modelli costituiti. Lo ripeto. Per cambiare questa città non servono gesti eroici, né santi e né politici, che si ergono a tali.

Serve la volontà, il coraggio, la partecipazione; serve agire secondo quello che si reputa giusto e non utile. Sempre. Con amore. Con amore o niente.

Questa è la mia strada, per disegnare una nuova forma di partecipazione alla vita politica della città. Niente si ferma. Il percorso non si arresta, anzi. Per amore, per passione, per esempio. A testa alta, sempre!

 

Alessandro Cannavacciuolo

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