La vertenza lavoratori ex Montefibre in Consiglio comunale. Approvato un atto di deliberazione

Durante il Consiglio comunale dello scorso 29 aprile irrompeva anche una delle tematiche più scottanti del nostro territorio, ossia quella del lavoro e, nello specifico, quella relativa alla situazione degli oltre 200 lavoratori ex Montefibre (già Rhodiatoce di Casoria) che, da 18 anni ormai sono in mobilità, con un’indennità mensile di 550 euro (inferiore al reddito di cittadinanza) e che aspettano una soluzione alla loro problematica arrangiandosi, nel frattempo, con lavori saltuari.

In pratica i lavoratori chiedevano ai Consiglieri comunali presenti in aula, di approvare in loro favore un documento, da trasmettere a tutti gli Enti istituzionali sovracomunali, compreso il Ministero dello Sviluppo Economico, per vincolare qualsiasi ipotesi di reindustrializzazione dell’ex colosso chimico alla loro ricollocazione.

Documento attraverso il quale accelerare l’atto di risoluzione, che prevede proprio il riconoscimento ai lavoratori del sito acerrano dei benefici previdenziali previsti dall’articolo 13 comma 8 della legge n.257/1992. Infatti altre realtà industriali del settore chimico hanno potuto accedere a tale procedura di “accompagnamento alla pensione”, solo a seguito di singoli interventi legislativi.

In materia di esposizione all’amianto, gli ex operai hanno dovuto richiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria per l’accertamento delle condizioni previste dalla legge. In verità nelle ultime settimane si erano svolte al Comune alcune riunioni dei Capigruppo consiliari (spesso assenti quelli di maggioranza però), aventi per tema la vertenza ex Montefibre ed alle quali si erano presentate solo le Consigliere di opposizione P.Montesarchio e C.Auriemma, come nel caso di quella del 14 febbraio scorso.

Durante la quale il Sindaco Lettieri sosteneva le ragioni e le richieste dei lavoratori e delle loro famiglie attraverso un documento, inviato il 10 febbraio scorso al Ministro del Lavoro Andrea Orlando, invitandolo “a mettere in campo ogni sforzo possibile, per mettere fine a quest’inaccettabile ingiustizia”.

Venerdì 29 aprile ad intervenire nell’aula consiliare era Mimmo Falduti, portavoce per l’occasione dei lavoratori, il quale diceva: “Ci siamo costituiti come Comitato e siamo lontani da tutti i simboli ed i colori politici. Resistiamo da 18 anni ed abbiamo avuto i nostri martiri tra malati e morti.

Siamo sotto la soglia della povertà, con intere famiglie in difficoltà. Quello di oggi è un incontro, che segue quelli tenutisi in precedenza, ma c’è bisogno di uno sforzo ulteriore da parte vostra verso gli Enti sovracomunali.

Abbiamo una media età di 59 anni, anche se ci sono giovani con tanta voglia di lavorare. Ed è quello che noi rivendichiamo, il diritto al lavoro, visto che nel 2004 fu siglato un accordo, in base al quale le aziende che si fossero insediate sul nostro territorio, avrebbero assunto manodopera locale”.

Firmato dai Capigruppo consiliari e votato all’unanimità dei presenti, il documento ripercorreva quanto già sopra citato ed inoltre specificava: “Visto l’art.13 della legge 257/92 ed i benefici previdenziali che comporta per i lavoratori, per chiudere, dopo anni, la loro dolorosa vertenza. In tal senso è stato depositato in Commissione Lavoro un atto di risoluzione n.7/00723, che prevede proprio il riconoscimento ai lavoratori del sito di Acerra dei benefici previdenziali.

Inoltre la letteratura scientifica è concorde sui risultati dei dati epidemiologici relativi ai lavoratori dei petrolchimici, per i quali si parla di rischio elevato a causa delle situazioni di esposizione all’amianto nei vari ambienti di lavoro, per via delle tecnologie, delle procedure e degli standard in uso in tutti gli impianti industriali di quel tipo, i quali sono tali, da determinare condizioni d’insorgenza del mesotelioma pleurico…

Tutto ciò premesso – recita ancora il documento – il Consiglio comunale delibera: di investire il Ministro del Lavoro, al fine di istituire un tavolo istituzionale, volto ad individuare tutte le iniziative utili, atte al riconoscimento dei benefici previdenziali per tutti i lavoratori esposti all’amianto. (legge 257/92) e, al fine di preservare i livelli occupazionali degli stessi lavoratori, affinchè vengano riconvertiti e reinseriti nel mondo del lavoro al più presto.

Di investire il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Assessore regionale alle Attività Produttive, quello regionale al Lavoro, nonché il Presidente del Consorzio Asi – Provincia di Napoli, anche nella qualità di Commissario di Governo della Zes, al fine di garantire il pieno rispetto degli accordi di programma del 2004 e di tutte quelle iniziative, utili a preservare i livelli occupazionali dei lavoratori”.

 

Joseph Fontano

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