Festa della Liberazione: Mattarella ad Acerra per onorare le vittime dimenticate

Il corteo presidenziale, partito dall’Altare della Patria, che conduceva il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Acerra lo scorso 25 aprile, giungeva a piazza Soriano alle ore 11:00 circa. Ad accoglierlo, oltre il sindaco Lettieri, c’era il Prefetto di Napoli Raffaele Palomba ed il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Ovviamente l’elenco delle autorità presenti è lunghissimo e nella piazza blindatissima c’era una folla di persone, che applaudiva Mattarella. Dopo che i due corazzieri avevano deposto la corona di alloro dinanzi alla piccola lapide, che ricorda l’eccidio di Acerra il Presidente salutava le cariche politiche e militari presenti. Poi il corteo si spostava nei pressi di piazza Castello, già piena fin dalle prime ore del mattino, dove Mattarella giungeva a piedi, dopo aver percorso qualche centinaio di metri.

Al lungo applauso rivolto al Capo dello Stato, questi ricambiava con un saluto. Poi l‘ingresso nel Castello dei Conti. “E’ un momento particolarmente ricco di significato, celebrare qui ad Acerra il 25 aprile la ricorrenza della Liberazione – esordiva la prima carica dello Stato – perché Acerra è Medaglia d’Oro al Merito Civile. E’ stata teatro, nell’ottobre del 1943, di una strage terribile di civili innocenti. Per molto tempo quella strage è stata quasi dimenticata.

Onorando i tanti martiri di Acerra, desidero ricordare tutti i combattenti, tutte le vittime delle rappresaglie e gli uomini e le donne coraggiose che, in ogni parte d’Italia, persero la vita per opporsi alla barbarie scatenata dalla furia nazifascista. La storia della nostra libertà – proseguiva Mattarella – è stata scritta da loro e la nostra Costituzione democratica è merito del loro sacrificio.

La Resistenza contro il nazifascismo contribuì a risollevare l’immagine e a recuperare il prestigio del nostro Paese. Oggi celebriamo quel riscatto, il sangue versato, quel ritrovato onore nazionale. Oggi, pensando agli Ucraini, svegliati dalle bombe, mi sono venute in mente le parole: ‘Questa mattina mi son svegliato ed ho trovato l’invasor’. E sappiamo tutti, da dove sono tratte queste parole”.

Intanto due profughi Ucraini, accolti dalla Caritas diocesana, partecipavano alla cerimonia e qualche bandiera giallo-blu faceva capolino tra quelle tricolori italiane. Dopo 77 anni la Festa della Liberazione veniva celebrata in una città di provincia, che vive da decenni le proprie ‘guerre’ a partire dalla grave situazione ambientale, in cui versa il nostro territorio, vessato dall’insediamento di aziende inquinanti o dalle mancate bonifiche.

Ovviamente su questo tema non potevano mancare le polemiche. Il Vescovo Antonio Di Donna, infatti, aveva chiesto al Presidente della Repubblica, di parlare anche della “nuova resistenza”, quella di chi lotta, per poter vivere in una terra non più matrigna.

Con indici superiori alla media nazionale per alcuni tipi di neoplasie soprattutto a carico dei bambini, come ha recentemente testimoniato l’Istituito Superiore di Sanità. Ma evidentemente Mattarella non approfondiva tale problematica, tant’è vero che l’alto prelato diceva: “Sono contento per la visita di Mattarella.

Ma oggi la Resistenza qui è contro l’inquinamento ambientale, che produce i suoi martiri e contro il quale mi aspettavo un maggior riferimento dal Presidente”.

Non poteva mancare la voce ‘negazionista’ sul tema inquinamento del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il quale diceva: “Siamo qui, in quella che, per tanti anni, è stata la Terra dei fuochi ed Acerra era uno dei centri.

Ma che oggi possiamo dire è, forse, il territorio più monitorato d’Italia per quanto riguarda l’inquinamento dei suoli, dell’atmosfera e delle acque. A volte nel dibattito pubblico si va avanti più per inerzia, che per conoscenza”.

You May Also Like

About the Author: Redazione

eXTReMe Tracker