Festa della Liberazione, la delusione del Vescovo: “Nessuna parola sulla Terra dei fuochi”.

Circa la visita ad Acerra del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di cui si riferiva in precedenza, la stampa quotidiana così riportava: “Consiglieri ed Assessori comunali hanno assistito all’evento dell’anno tra la gente in piazza. Una nota stonata che ha avvelenato la giornata.

Da fonti che non trovano conferme, sembrerebbe che la decisione di tenere fuori dalla tendostruttura i politici locali, sia stata presa dal cerimoniale del Quirinale, ma nessuno ci crede. L’ingresso alla tendostruttura – prosegue l’articolo – è stato consentito al Presidente del Consiglio comunale, ma erano tantissimi gli uomini e le donne, che giravano con il cartellino “staff”….

L’area, che ha visto la presenza del Capo dello Stato, è stata presidiata dagli uomini della sicurezza ed è rimasta interdetta ai giornalisti, che hanno potuto vivere poco e male l’evento, essendo stati ‘relegati’ in una sorta di sala stampa. Solo prima dell’intervento del Presidente è stato permesso ai giornalisti accreditati, di entrare all’interno della tendostruttura, dove Mattarella ha tenuto il suo discorso…”.

Intanto, al termine delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione, il Vescovo Antonio Di Donna si diceva “deluso dal Presidente De Luca ed anche dal Presidente Mattarella”. E specificava: “Sono contento della giornata e che Mattarella sia venuto ad Acerra, perché questo ha contribuito a dare rilievo ad un fatto poco noto, ossia l’eccidio del 1943.

Però avevo sottolineato l’esigenza, di contestualizzare la resistenza qui ed oggi, in questo territorio, dove l’inquinamento ambientale produce martiri. Invece il Governatore De Luca ha parlato di Terra dei fuochi al passato ed ha detto, che oggi questo territorio è fortemente monitorato.

Non è vero. E’ monitorato per certi aspetti, non c’è più l’interramento dei fusti tossici come 30 anni fa, ma ci sono altri aspetti: i roghi tossici, l’inquinamento dell’aria ed il fatto che la Regione continui a rilasciare autorizzazioni ad aziende, che si insediano sul nostro territorio e che trattano rifiuti tossici e pericolosi. Acerra, però, è già satura e non può accogliere altri potenziali carichi inquinanti.

Ho appena celebrato i funerali di Agnese, aveva 38 anni e da dieci era ammalata. Ma almeno De Luca è stato coerente – aggiungeva l’alto prelato – perché la posizione della Regione Campania è stata sempre negazionista. Non dobbiamo parlare di Terra dei fuochi, perché ci facciamo del male e danneggiamo i nostri prodotti. De Luca, intanto, è stato smentito dallo stesso Presidente della Repubblica, che ha dato al sindaco di Acerra la sua vicinanza ai problemi socio-ambientali della città.

Quelle poche parole del Capo dello Stato sono sufficienti a dimostrare, che esiste un problema ambientale ed io vi leggo già un’implicita smentita, a ciò che afferma De Luca. Sono rammaricato – concludeva Di Donna – anche perché la ricostruzione storica non ha fatto alcun riferimento al Vescovo Capasso. E’ suo l’unico documento, che ricostruisce il massacro che, altrimenti, sarebbe finito nell’oblio”.

Secondo Lettieri, invece, “la presenza di Mattarella rende onore a quelle pagine, a quelle vite innocenti, a quanti hanno saputo percorrere le vie della ricostruzione. Quanto attuale è oggi quella lezione di alto valore morale, in questi giorni terribili con una guerra nel cuore dell’Europa”.

 

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