Via libera al Museo dell’Archeologia: dopo 70 anni tornano 621 reperti

Semaforo verde, dopo oltre 20 anni di false partenze, per il Museo Archeologico. Il Ministero della Cultura ha autorizzato, a metà del mese scorso, il trasferimento nella sede del Castello baronale di 621 reperti provenienti da campagne di scavo effettuate nell’agro acerrano.

Nelle teche allestite da un ventennio saranno esposti vasellame ed oggetti rinvenuti nell’antica città di origine osca Suessula ed in quella romana di Acerrae. E, dopo oltre 70 anni, torneranno in città anche alcuni reperti della collezione Spinelli, in parte custoditi dalla fine della II guerra mondiale nei depositi del Museo Archeologico di Napoli.

Inoltre tra i materiali che giungeranno nelle ex scuderie del Castello baronale, ci saranno anche reperti preistorici, risalenti all’età del bronzo di epoca ellenistica. Pertanto viene data concretezza al polo museale acerrano ed il nuovo Museo costituirà un elemento di valorizzazione dei due siti antichi presenti nell’agro acerrano: la città romana di Acerrae e Suessola, un insediamento di origine osco, misteriosamente abbandonato dai suoi abitanti e sepolto nelle campagne al confine con Maddaloni.

Da uno di questi stanzoni è possibile ammirare i resti del sottostante Anfiteatro romano, riportati alla luce durante alcuni lavori di restauro dell’antico maniero. E tra i reperti ci sono anche manufatti e vasi rinvenuti in località Calabricito alla fine dell’Ottocento durante gli scavi, che riportarono alla luce parte del Foro della vecchia Suessola.

Una prima Delibera, che istituiva il Museo di Archeologia di Acerra, risale addirittura al 1982. Ma è dagli inizi degli anni 2000 che fu individuata la sede ed allestite le teche. Nel 2014, infine, fu apposta la firma alla convenzione tra il Ministero della Cultura ed il Comune, che segnò ufficialmente la nascita della struttura.

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