Regi Lagni: il sogno che deve diventare realtà

Ricostruire la storia dei Regi Lagni, è ricostruire la storia dei nostri Avi, riportare i Regi Lagni al loro antico splendore sarà un’impresa ardua, piena di difficoltà. Ma sarà un’impresa, che darà tante soddisfazioni, a Colui che completerà i lavori ed ai tanti uomini, che avranno partecipato.

Si porteranno i luoghi attraversati dal reticolo al ripristino delle loro vecchie funzionalità, abbattendo le tante fonti di inquinamento delle acque. La storia dei Regi Lagni parte dal 1610. Allora si ebbe il bisogno di contrastare le inondazioni del fiume Clanio, problema risalente all’epoca romana, quando Livio e Virgilio descrivevano Acerra e Liternum aree soggette ad inondazioni.

Fu così che il Conte di Lemos fece iniziare i lavori di realizzazione. Furono realizzati canali, in cui affluivano le acque, modificato il corso del Clanio, la sua lunghezza diventò il triplo di quella originaria, in modo tale, da far confluire in esso sia le acque fluviali che quelle sorgive. Opera, questa, realizzata da Giulio Cesare Fontana, usufruendo di circa tremila ducati, ricavati da una serie di imposte che, in sei anni, tanti quanti furono gli anni della realizzazione dell’opera, divennero 250 mila, vincendo l’opposizione dei baroni grazie al Conte di Benavente.

Seguì poi il viceregno di Pietro Fernandez di Castro, in cui si concluse la bonifica di Caserta, predisponendo vigilanza e repressione all’invadenza delle attività della canapa e lino. Nel 1749 Carlo di Borbone ordinò la collocazione di pioppi lungo le sponde dei Regi Lagni e, 50 anni dopo, furono prosciugate le paludi della piana di Acerra, le paludi del Candelaro, Maddaloni, Pascarola e furono intrapresi lavori nella tenuta di Carditello. Ultimo decreto reale risale al 1839, operando sul bacino inferiore del Volturno.

Dal punto di vista geologico il bacino dei Regi Lagni si estende per circa 1200 Km2 diviso in due parti per forma ed estensione. Quella montana con i suoi 500 Km2, che comprende le pendici dei monti Tufini e quella pedemontana con i circa 700 Km2, in cui scorre il canale dei Regi Lagni per circa 55 Km, in cui confluiscono le acque meteoriche delle campagne e quelle provenienti dai Comuni della Provincia di Caserta e Napoli.

Il grado di abbandono del reticolo nel Comune acerrano è evidente: basta osservare dal “Ponte di Napoli” lo stato in cui versa, anche se si sono cercate soluzioni.

Ed ecco il sunto cronologico. Parte il grande progetto “Risanamento e riqualificazione dei Regi Lagni” previsto dal Fesr 2007-2013: attuazione di interventi di risanamento e riassetto del sistema di drenaggio dei canali. Per cui nel 2009 la Giunta regionale della Campania approva la delibera di finanziamento per interventi di manutenzione dei corsi d’acqua afferenti al bacino dei Regi Lagni, con un costo di 3 milioni di euro.

Saranno i Comuni ad assumersi la responsabilità dell’attuazione delle opere, firmando un Protocollo d’intesa tra Assessorato all’Agricoltura, Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno e 10 Comuni della provincia di Napoli (Nola, Cimitile, Comiziano, Saviano, Casamarciano, Camposano, Tufino, San Vitaliano, Somma Vesuviana, Ottaviano).

Nel 2009 viene firmata la delibera della giunta regionale n.1344, il cui presidente era Antonio Bassolino. Il piano d’azione di risanamento ambientale e riqualificazione dei Regi Lagni prevede anche un finanziamento di 50 milioni di euro. Nel 2010 parte l’intervento di alberatura lungo le sponde dei Regi Lagni che attraversano Acerra, coinvolti anche la Regione, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale ed il Consorzio di bonifica del Basso Volturno.

Il 2017 è il momento degli impianti di depurazione ed il Decreto dirigenziale della Regione Campania conferma gli investimenti, per potenziare gli impianti di depurazione di Acerra, Castel Volturno, Marcianise e Cuma. Il costo dell’impresa è 200 milioni di euro.

Ed infine arriviamo all’agosto del 2021: ad Acerra si svolge una riunione operativa tra alcuni Comuni della Provincia di Napoli, Caserta e Benevento (Comune di: Acerra, Marcianise, Caivano, Casalnuovo, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Forchia, Casoria, Arpaia, Cervino, nonché il Consorzio di Bonifica del Volturno rappresentato dal Commissario straordinario) avente l’intenzione di progettare la rigenerazione e riqualificazione dei Regi Lagni, cioè far nascere percorsi ecologici per le comunità locali, con i fondi utilizzati dal Cis, Contratto istituzionale di sviluppo.

Nell’ ottobre del 2021 proseguono i lavori per la costituzione del Cis e la realizzazione di un progetto finanziato con i fondi del PNRR, mirando alla riqualificazione ambientale ed alla realizzazione de “I Giardini di Europa”. Le tante iniziative, i tanti fondi e le tante buone intenzioni di riportare all’antico splendore incontreranno numerosi problemi tecnici e per questo vi pongo queste domande: Saranno effettuati rilevamenti geologici del bacino interessato? Saranno effettuati indagini geognostiche?

Saranno realizzate carte tematiche? Sarà approntato uno studio capillare sugli sversamenti non autorizzati?

Nel corso degli anni sono stati fatti studi anche approfonditi su varie problematiche idrogeologiche?

Ma credo che non esista uno studio d’insieme, in grado di dare un unicum su una visione concreta dei problemi e sul censimento di tutti i punti inquinanti e capire come abbatterli.

Un progetto inedito potrebbe essere quello di associare al vecchio reticolo un collettore fognario, in grado di far confluire in esso tutte le acque reflue dei tanti Comuni summenzionati e liberare così i Regi Lagni dalla sua fonte primaria di inquinamento, opera finanziata dal PNRR.

Saremo pronti ad affrontare questa sfida? Saremo in grado di realizzare un progetto univoco, tenendo conto dell’inevitabile evoluzione politica, che investe i Comuni locali? Io spero di si. Abbiamo l’obbligo di lasciare ai nostri nipoti le nostre terre incontaminate.

 

Geologo dott.Gennaro Iovino – candidato Sindaco

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