Affissione abusiva: un fenomeno che viola la legge e che deturpa il decoro urbano

E’ noto che, nonostante che l’organico dei poliziotti municipali si sia di molto ampliato, con ben 20 unità lavorative in più e che adesso si sia “irrobustito” con una figura di grande spessore, ossia con quella del Dirigente-Comandante Felice D’Andrea, le criticità che affiggono la comunità locale, compresa la mancata osservanza di svariate Ordinanze sindacali da parte dei cittadini e a cui devono ottemperare i caschi bianchi, sono sempre le stesse.

Problematiche che persistono ancora, come quella dell’affissione abusiva, che è una costante sul nostro territorio comunale, tanto che finisce addirittura per diventare parte integrante dell’arredo urbano (a deturpazione dello stesso, naturalmente) e a danno dell’immagine e del decoro urbano.

Affissione non solo di manifesti, ma anche di locandine, brochoure, cartelli ecc. che prendono di mira saracinesche di negozi ormai chiusi, cabine delle società, che servono le utenze domestiche, porte di case disabitate, pali della pubblica illuminazione, cabine telefoniche, paline della segnaletica stradale, parcometri, contenitori per la raccolta degli abiti usati ecc.

Spazi e strutture che vengono utilizzati abusivamente da alcune agenzie immobiliari, da esercizi commerciali, da privati cittadini e, durante le elezioni, da alcuni candidati alla carica pubblica, per trasmettere alla comunità il loro messaggio pubblicitario o propagandistico. Un campionario vasto e multicolore, di cui abbiamo prodotto e pubblicato un piccolo rilievo fotografico.

E non abbiamo motivo di dubitare, che il personale del Comando di Polizia Municipale, soprattutto a seguito delle segnalazioni inoltrate dal solito “qualcuno”, abbia prodotto decine di relazioni relativamente a tale fenomeno.

Anche se poi ci si chiede, per quale motivo non si procede alla rimozione di tale materiale “comunicativo”, se i caschi bianchi hanno relazionato in merito, dando per scontato che abbiano provveduto anche ad elevare le dovute sanzioni.

E senza voler entrare nello specifico della materia, basta ricordare che l’articolo 663 del Codice Penale, tra l’altro, recita: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, senza avere ottenuto l’autorizzazione richiesta dalla legge o senza osservarne le prescrizioni, affigge scritti o disegni o comunque colloca iscrizioni o disegni, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 euro a 309 euro (stabilita dal Decreto Legislativo n.507 del 30.12.1999)…”.

Non in tutti i luoghi, comunque, le affissioni possono essere collocate. Infatti il divieto vige su: monumenti pubblici; segnaletiche stradali; proprietà private senza il consenso del proprietario; in posizioni che potrebbero influire sulla concentrazione dei guidatori.

Questo significa che i tabelloni pubblicitari allocati negli incroci stradali e recanti manifesti pubblicitari di grandi dimensioni vanno rimossi, in quanto rappresentano un pericolo per la pubblica e privata incolumità e possono essere causa o concausa di sinistri stradali.

 

J.F.

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