L’ex Meridbulloni si insedia ad Acerra. Investimento da 20 milioni di euro con assunzioni

Era la stampa quotidiana, a riferire di una svolta per una vicenda che, in provincia di Napoli, si protraeva da tempo, ossia per l’ex Meridbulloni di Castellammare di Stabia.

“Lo stabilimento, infatti, che fa capo al gruppo Vescovini e che è uno dei principali produttori italiani di viti e dadi – esordisce l’articolo – non solo ha ottenuto ufficialmente il via libera dall’Asi all’insediamento in Campania, in uno spazio di 30 mila metri quadrati nell’ex Montefibre, in Contrada Pagliarone.

Ma, come riferito dallo stesso numero uno, Alessandro Vescovini, “non sarà portato un ramo piccolo dell’impresa, come si era immaginato all’inizio con la “Sbe-Sud”, ma si resterà con l’azienda madre, la “Sbe-Varvit spa”.

Il caso dell’opificio stabiese, i cui cancelli sono stati chiusi pochi giorni prima di Natale 2020, lasciando in strada 87 dipendenti, va verso una soluzione, nonostante non sia quella, alla quale una parte del mondo politico ha lavorato con impegno per alcuni mesi.

L’insediamento si farà, ma non a Castellammare di Stabia e nemmeno a Torre Annunziata che, di contro, ha alzato un muro rispetto alla possibile apertura sul proprio territorio. Il gruppo Vescovini aprirà i cancelli entro l’autunno del 2022 ad Acerra, dopo mesi costanti di trattative con gli Enti comunali intermediate dall’Asi.

Porterà un investimento complessivo di 20 milioni di euro, di cui quasi 2 per l’acquisto dell’area e più del doppio per la costruzione dei capannoni e delle infrastrutture che, in una prima fase, occuperanno solo 5 mila metri quadrati, dei 15 che possono essere edificati.

Infine un investimento per macchinari ed attrezzature per circa 14 milioni di euro. Il risvolto occupazionale iniziale – prosegue l’articolo – prevede assunzioni per altre 30 persone, oltre i 40 espulsi della Meridbulloni, che il gruppo Vescovini ha già assorbito nell’ottica dell’insediamento campano. ‘Quello che abbiamo è un progetto ambizioso – ha spiegato l’imprenditore romagnolo – aggiungendo la sua posizione sulla questione degli aiuti pubblici che, soprattutto nel passato, hanno drogato l’imprenditoria al Sud.

Hanno permesso, infatti, insediamenti, che poi si sono rivelati solo un modo, per intercettare fondi e consentire speculazioni edilizie. Noi invece investiremo risorse nostre e non useremo nessun filone di finanziamento o fondi pubblici, ma utilizzeremo la misura statale del credito d’imposta. Questa spinge le aziende virtuose, quelle che pagano le tasse, ad autosostenersi.

Avremo un vantaggio fiscale – aggiungeva Vescovini – ma ci giochiamo tutto. C’è una scommessa ed un investimento che abbiamo fatto e che dobbiamo portare fino in fondo. La fabbrica di Acerra dovrà garantire la propria sopravvivenza attraverso produttività e qualità’.

Quella di Sbe-Varvit in Campania, come si è detto, è stato un percorso lungo, segnato anche dagli interventi da parte della Giunta regionale e dell’Asi. Rispetto alla prima ‘c’è stato un appoggio totale della Regione e dell’Assessore Marchiello. ‘L’Asi invece – ha aggiunto Vescovini – ha fatto quello, che deve fare un consorzio industriale, ovvero fornire un’area già infrastrutturata’. Il pensiero, poi, va anche agli investimenti previsti dal Pnrr e, a tal proposito, l’imprenditore dice:

‘Ci saranno parecchie risorse per le zone industriali. Sono interessato, perché so che si vuole lavorare all’infrastruttura ferroviaria all’interno dell’area, dove ci insedieremo, rendendola ancora più appetibile. E’ un vantaggio enorme per noi in futuro. Il Piano nazionale potrà essere utile, se si investe sul trasporto sul ferro.

Immagini – è la chiosa del numero uno di Sbe-Vervit – che avremo due camion al giorno, che copriranno la tratta Monfalcone-Acerra con notevoli costi ambientali ed economici, che potranno essere abbattuti, se la movimentazione avverrà su ferro’. Infine – conclude il quotidiano – sul mancato investimento a Torre Annunziata Vescovini precisa:

‘E’ stata una cosa negativa, che ci ha fatto perdere tantissimo tempo. Episodi, tra cui le minacce che ho ricevuto e che ho denunciato alle autorità locali, che mi hanno ferito e turbato molto”.

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