Quattro positivi in prima Liceo e l’intera classe del “Dè Liguori” va in quarantena

Quattro positivi tra gli studenti facevano scattare, lo scorso 5 ottobre, la quarantena per l’intera classe, composta da 24 unità, del Liceo Polispecialistico “Alfonso Maria Dè Liguori” di via Stendardo, che conta 1300 studenti. A finire in didattica a distanza, fino al 16 ottobre, erano 27 studenti di una prima superiore, tra i quali risultavano positivi quattro ragazzi. In breve la notizia faceva il giro della città e veniva ripresa da vari organi di stampa.

«Ma il numero sta crescendo – spiegavano alcuni genitori – ed abbiamo infatti deciso, di non aspettare l’Asl e di effettuare i tamponi privatamente. Finora abbiamo notizia di sei positivi, tra vaccinati e non vaccinati. Riteniamo assurdo, che l’Azienda sanitaria non si sia mossa in tempi rapidi, facendo così aumentare il rischio di contagi nella platea scolastica: la convocazione per i tamponi, infatti, è prevista tra dieci giorni.

Purtroppo i ragazzi hanno continuato a frequentare fino alle disposizioni arrivate ieri e non sappiamo, quanti ancora potrebbero risultare positivi.

Nel frattempo sono stati a contatto con genitori e familiari ed il rischio che ci siano molti più contagiati, sta diventando elevato. Sembra tutto assurdo – aggiungevano i genitori – quasi come se il Covid non esistesse e non ci fessero persone fragili, che possono ammalarsi in maniera grave».

Il Dirigente scolastico, Giovanni La Montagna, invece, tranquillizzava sull’eventualità di un focolaio, sottolineando che la situazione era sotto controllo e che tutte le misure previste dal Ministero di competenza e dall’unità di crisi «sono state rispettate».

«Nei giorni scorsi i genitori di uno studente hanno informato la scuola della positività dello stesso ad un tampone rapido – spiegava – ed è stata subito informata l’unità di prevenzione. I genitori sono stati invitati a verificare eventuali sintomi riconducibili al Covid e, purtroppo, altri tre ragazzi sono risultati positivi.

A questo punto, secondo quanto previsto dalle normative, l’Asl ha avviato la sorveglianza sanitaria in via precauzionale ed ha disposto la quarantena per 10 giorni dell’intera classe e sono partite le indagini molecolari per i rimanenti ragazzi. Come scuola abbiamo fatto tutto quanto rientra nei protocolli e non possiamo recriminarci nulla».

In tre, qualche giorno dopo, presentavano anche febbre. Intanto la scuola restava regolarmente aperta “in quanto – precisava il Preside – non c’era nessun allarmismo, chiedendo alle famiglie, solo di stare quanto più possibile in contatto con i medici di base e con l’Asl, unica autorità deputata a prendere decisioni in merito”. Sulla questione aleggiava, però, un inciso riportato da un noto quotidiano, secondo il quale “è forte la sensazione, che non si voleva, che la notizia uscisse fuori”.

“Entrava” nella vicenda contagiati anche il presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto, che diceva: “Le notizie sul contagio provenienti dal Liceo De’ Liguori non vanno sottovalutate, ma non debbono neanche creare inutili allarmismi. Convivere con il virus significa saper gestire queste fasi nel rispetto dei protocolli sanitari, in attesa del completamento del piano vaccinale.

L’obiettivo resta quello di mantenere aperte le scuole e sostenere la didattica in presenza, pur con ogni utile precauzione. Dirigente e personale scolastico, ASL, genitori ed alunni debbono far quadrato e, unitamente al Comune, collaborare per difendere i saperi e la salute”

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