Il patrimonio storico-archeologico locale preda del degrado. Il Ministro parla di “Comune inadempiente”

Ad occuparsi della Casina Spinelli (di cui riferivano in precedenza) ma non solo, era anche la stampa quotidiana che, in data 17.10.2021, in un articolo non certo edificante per l’amministrazione targata Lettieri, scriveva:

“Stanca di assistere al degrado e all’abbandono del patrimonio storico-archeologico di Acerra, si appella direttamente al Ministro Dario Franceschini che, dopo due mesi, le risponde. A chiedere conto al titolare del Dicastero della Cultura – esordisce l’articolo – è stata, nel luglio scorso, Giuseppina Petrella, professoressa di Latino e Greco in pensione e per 25 anni Presidente della locale sezione dell’Archeoclub. ‘Non siamo solo la terra dell’inceneritore, dei roghi tossici, della camorra e della disoccupazione – scrive la docente al Ministro – ma siamo anche la terra dell’archeologia e di una storia quadrimillenaria: tutte ben poco valorizzate.

L’impressione che siamo figli di un Dio minore è forte’. E via con la denuncia dello stato di abbandono e di degrado, in cui versa l’antica area archeologica di Suessola. E non ultimo i continui ritrovamenti di reperti archeologici nel cantiere della Tav, catalogati e successivamente interrati di nuovo.

E, a completare il quadro di inerzia e di abbandono, concorre anche la mancata realizzazione del Parco Urbano “Antica città di Suessola”, in località Calabricito, istituito dalla Regione Campania e fermo al palo dal lontano 2011.

Due mesi di silenzio ed ecco da Roma arriva la risposta, tramite la segreteria particolare del Ministro, all’accorato appello della Professoressa Petrella. ‘Conosciamo bene le criticità socio-economiche ed ambientali di Acerra e le potenzialità del suo patrimonio culturale e paesaggistico ma noi, nonostante le difficoltà, siamo attivi sul territorio’ – scrive Franceschini.

Per il Ministro i ritardi quasi ventennali dell’allestimento del Museo archeologico nelle sale adibite da anni nel Castello Baronale, non sarebbero da attribuire alla Sovrintendenza di Napoli. “I tempi di attuazione dipendono dall’amministrazione comunale” – ribatte Franceschini. Sovrintendenza e Comune avrebbero definito ‘prima dell’estate gli interventi necessari all’apertura del museo ma, nonostante ciò, da allora nulla è successo.

Eppure due anni fa – prosegue il quotidiano – il Comune stanziò anche dei fondi per il trasferimento ad Acerra dei reperti archeologici e stipulò addirittura un’assicurazione così come richiesto. E da almeno un decennio le sale sono state dotate di un sistema di videosorveglianza.

Addirittura i tecnici della Sovrintendenza apposero, nei mesi scorsi, delle foto dei reperti alle teche da anni presenti nel museo”. ‘Ma tutto è inspiegabilmente bloccato’ – rivela sconsolata la professoressa Petrella. Bloccato ed abbandonato come il parco archeologico di Suessola a Calabricito.

Gli scavi furono dati in concessione nel 1997 all’Università di Salerno ma, per mancanza di fondi, dopo una prima tranche, in cui vennero riportati alla luce il Foro ed una Basilica simile a quella di Pompei, si sono interrotti.

L’area di circa 430 metri quadri – conclude l’articolo – è stata recintata ed è chiusa al pubblico, fatta eccezione per le visite guidate organizzate dalla sezione dell’Archeoclub. Stessa sorte anche per la vicina Casina Spinelli di stile vanvitelliano: la facciata principale è parzialmente crollata ed è collassato il cantonale nord-ovest.

I nostri uffici hanno inviato – rivela Franceschini – fin dal 2014, svariati solleciti al Comune di Acerra ed ai proprietari, invitando a predisporre un progetto di recupero, a cui però non è stato dato seguito. Ma adesso adotteremo ulteriori provvedimenti, per imporre ai proprietari gli obblighi conservativi”.

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