Bonavitacola: “Rifiuti da Roma a Napoli? Solo uno spot elettorale. Non c’è alcuna traccia di accordi”.

Ve la ricordate la questione, esplosa a fine agosto scorso, della possibilità che la Città Metropolitana di Napoli accogliesse i rifiuti di Roma, con tanto di lettera di contrarietà all’ex Sindaco della Città Metropolitana, Luigi De Magistris, da parte del primo cittadino di Acerra Lettieri (che invece restò inattivo, quando tra il 7 ed il 9 gennaio 2020 sversarono nell’inceneritore 600 mila tonnellate di rifiuti non differenziati da Napoli e provincia)?

Ebbene, ecco cosa rispondeva, lo scorso 8 ottobre, in Consiglio regionale, il Vice-presidente, nonché Assessore all’Ambiente della Giunta regionale della Campania Fulvio Bonavitacola, ad un’interrogazione presentata dalla Consigliera del M5S Maria Muscarà.

“Dalle notizie che ho acquisito presso la Sapna, risulta che l’ipotesi avanzata di ricevere un quantitativo, in verità piuttosto banale, di 150 tonnellate al giorno, non ha avuto seguito. Al momento, quindi, non è in atto alcun trasferimento interregionale di rifiuti.

L’annuncio trionfante dell’ormai non più sindaco della Città Metropolitana mi sembra da leggere più nel contesto della campagna elettorale, che come gesto di concreta solidarietà nei confronti di un popolo in sofferenza.

La Regione Campania – proseguiva Bonavitacola – non ha svolto alcuna funzione, né autorizzativa né di altra natura, perché l’ipotesi che era stata avanzata dall’Ama nei confronti della società Sapna, era un’ipotesi che riguardava il trattamento a recupero di questi rifiuti, non dello smaltimento in discarica. Il Codice dell’Ambiente impone l’accordo interregionale per lo smaltimento dei rifiuti in discarica, ma non lo prevede per il trattamento a recupero.

Quando ho appreso dalla stampa quest’ipotesi, a fine luglio-inizi agosto, mi sono informato, ho sentito anche il collega Assessore del Lazio che mi ha confermato, che c’era una generica volontà, ma non ancora concretizzata ed attualizzata. A quel punto, in modo informale, ho chiamato i Dirigenti della Sapna ed ho detto, che non avevamo alcuna contrarietà pregiudiziale.

D’altronde non avevamo la competenza, per impedire questo trasferimento. Mi sono raccomandato, che qualunque iniziativa non portasse a nuocere il ciclo ordinario e determinasse criticità del ciclo dei rifiuti in Campania e mi è stata data rassicurazione, che non c’era alcuna criticità e che i quantitativi erano così modesti, che non avrebbero determinato alcun problema.

In aula abbiamo avuto conferma – aggiungeva l’Assessore – che non arriverà alcun sacchetto di spazzatura da Roma in Campania. E che quelli del non più sindaco di Napoli non erano altro che spot elettorali, che hanno allarmato una popolazione, che ha subito già abbastanza in tema di rifiuti, impianti, inceneritori ed aria malsana che, ancora oggi, è costretta a respirare”.

Secondo Muscarà “Bonavitacola ha dato conferma in aula, a quello che lei diceva da tempo, ovvero che l’operazione annunciata da De Magistris sarebbe andata innanzitutto contro la norma, che prevede che il rifiuto non trattato, com’è quello che sarebbe stato spedito dal Lazio, non può viaggiare tra Regioni, a meno che non vi sia un accordo di cui, come confermato dall’Assessore, non c’è mai stata traccia.

E comunque accordi di quel genere andrebbero giustificati da uno stato di emergenza, che non è mai stato dichiarato nel caso della regione Lazio”.

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