Piano Urbanistico comunale, il Comune cerca di ‘sanare’ le criticità rilevate dalla Città Metropolitana

(Articolo pubblicato in data 21.06.2021). Il Piano Urbanistico comunale (Puc), che ha visto la luce dopo “appena” 11 anni, durante i quali sono stati spesi oltre 300 mila euro, tornava alla ribalta a seguito dell’approvazione, lo scorso I giugno, di due Delibere di Giunta da parte dell’esecutivo targato Lettieri (sempre rigorosamente assente nelle riunioni sull’argomento, alle quali invece erano presenti tutti gli Assessori, compreso il Vice-sindaco Cuono Lombardi, che assumeva la presidenza).

La prima, ossia la n.93, era un atto d’indirizzo, attraverso il quale venivano ripercorse le tappe dello strumento urbanistico, dal ravvio del procedimento di formazione dello stesso, con adeguamento del preliminare al PTCP, adottato dal Sindaco Metropolitano nel 2016, fino al 27 febbraio 2020, data in cui il Comune presentava ricorso al Tribunale Amministrativo regionale della Campania contro la bocciatura, di fatto, del Puc, da parte della Città Metropolitana, certificata con la Determina dirigenziale n.9878 del 20.12.2019.

“Contemporaneamente – si legge nella Delibera – venivano assunte iniziative, anche con il supporto dello Studio Benevolo, informali e formali, volte a controdedurre e/o superare i motivi ostativi avanzati dall’organo sovracomunale nel suo parere contrario e a fornire chiarimenti in merito a presunte problematiche riscontrate nell’ambito della relazione istruttoria elaborata dagli Uffici della Città Metropolitana di Napoli il 9 febbraio 2020 senza, tuttavia, pervenire ad una positiva definizione del procedimento, come confermato dalla nota della Città Metropolitana n.12497 del 9.2.2020…L’art.29 della Legge regionale n.38 del 29 dicembre 2020 proroga il termine per l’approvazione del Puc, fissando il termine perentorio del 31 dicembre 2021.

Ritenuto che la definizione del nuovo strumento urbanistico generale rappresenta per la città di Acerra una priorità strategica irrinunciabile e non più procrastinabile, al fine di assicurare un elevato livello di tutele del territorio e, allo stesso tempo, per perseguire efficaci politiche di sviluppo della comunità locale, nel rispetto del principio di sostenibilità”.

Ed è così, che si dava mandato al Dirigente della VI Direzione (Arch.Concetta Martone ndr), di assumere ogni iniziativa ritenuta utile, a superare lo stato di impasse, in cui versa il procedimento di formazione del Puc e di relazionare alla Giunta comunale nel merito delle iniziative, che si intende assumere in tal senso.

La seconda Delibera, la n.94, avente ad oggetto “la proposta metodologica per la riattivazione del procedimento di formazione”, egualmente ripercorreva le varie tappe dello strumento urbanistico adottato ad aprile del 2019, tra cui le osservazioni esaminate dallo Studio Benevolo, contenenti modiche ed integrazioni alla proposta di piano, di cui 64 accolte parzialmente e 64 accolte integralmente; l’adeguamento da parte dello studio Benevolo, di tutti gli elaborati del Puc che, in qualche modo, potessero essere interessati dalle suddette osservazioni e la trasmissione alle Amministrazioni competenti (Consorzio Asi, Regione Campania, Autorità di Bacino Distrettuale, ecc.) per l’acquisizione di pareri, nulla osta, autorizzazioni ed ogni altro atto endoprocedimentale obbligatorio.

Pertanto la Giunta deliberava, di effettuare una nuova ed attenta disamina, con l’ausilio dei progettisti e di eventuale personale di supporto, di tutte le problematiche rappresentate dalla Città Metropolitana, per individuare le osservazioni meritevoli di accoglimento, da recepire nella rielaborazione del Piano Urbanistico comunale e quelle da contestare, in relazione alle quali proporre argomentate controdeduzioni, sostenute da documentazioni di supporto e degli eventuali pareri tecnici, anche da parte di esperti, Enti e soggetti terzi. E di aprire un nuovo tavolo di confronto con i responsabili tecnici della Città Metropolitana, al fine di affrontare le suddette tematiche.

Inoltre l’atto amministrativo specifica, “che è necessario avvalersi del contributo di un professionista esterno, dotato delle necessarie competenze specialistiche e di adeguata esperienza nella tematica della pianificazione urbanistica e territoriale, della valutazione ambientale, nonché nel settore dei procedimenti amministrativi connessi all’approvazione dei piani e della relativa Valutazione Ambientale Strategica, per coordinare le attività del Dirigente all’Urbanistica comunale”.

Con un ulteriore impegno di spesa che ciò comporterà per le casse comunali, vista la somma che si dovrà corrispondere al consulente esterno e sul cui nome già circola qualche indiscrezione.

 

Joseph Fontano

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