Nuovo impianto rifiuti, il nuovo Puc “blinda” l’area dell’insediamento che è agricola

In merito alla Conferenza dei Servizi tenutasi il 30 settembre scorso presso la Regione Campania circa la richiesta di rilascio dell’Autorizzazione unica per la costruzione di un impianto di trattamento di rifiuti speciali liquidi non pericolosi, anche industriali, per un quantitativo massimo di 50 tonnellate al giorno mediante le operazioni di smaltimento in località Calabricito e di cui riferivamo in precedenza va specificato, che la stessa veniva rinviata a data da destinarsi alla luce dei nuovi documenti prodotti dal Comune di Acerra e dell’indisponibilità a partecipare di un tecnico di parte.

Nel corso della Conferenza era il sindaco Lettieri ad annunciare che, in mattinata, era stato approvato, con Delibera di Giunta (la n.168 ndr), il nuovo Piano Urbanistico comunale (Puc), che ha fatto scattare le norme di salvaguardia e che prevede l’esclusione di tutti gli interventi di trattamento e recupero di rifiuti speciali. Di fatto il Puc blinda l’area industriale da nuovi insediamenti e dalla variazione di destinazione d’uso.

“Il Puc – aggiungeva il sindaco – si aggiunge al certificato di destinazione urbanistica del 27 settembre, che esprime in maniera chiara il parere negativo al progetto proposto, in quanto nel Piano Regolatore generale quella è una zona agricola e non sono consentiti cambi.

L’azienda pre-esistente grazie a concessioni degli anni ‘70-‘80 chiede una variazione, che le nuove azioni amministrative non consentono. In quella zona non solo non sono consentiti nuovi insediamenti industriali, che non ricadano nella zona Asi, ma non è possibile nemmeno effettuare cambi”.

Il giorno successivo un noto quotidiano riportava (di nuovo) la seguente frase: “Peccato che, nel frattempo, in quella stessa area dismessa, ci sia stata una lottizzazione selvaggia, senza che nessuno, almeno per quanto appare, si sia accorto, che mancasse l’approvazione del Piano Urbanistico attuativo ed il piano di caratterizzazione.

Un vero e proprio mistero che meriterebbe, quanto meno, l’avvio di un’attività info-investigativa della Procura nolana, per comprendere se si sia dormito o altro”.

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