Furto di marmitte nel deposito auto, ordinanza del Gip per tre

Ancora riflettori puntati su un “nuovo” (si fa per dire) fenomeno predatorio (ad impinguare quelli già esistenti e praticati sull’intero territorio comunale), più volte segnalatoci da alcune “vittime di turno”. Si tratta del furto di alcuni pezzi delle marmitte delle auto lasciate in sosta in strada da ignari cittadini.

Furti perpetrati sia in periferia, che in aree non lontano dal centro storico e di cui i malcapitati prendono coscienza, solo allorquando avvertono, che la loro vettura emette un forte rombo, estraneo al loro veicolo fino a qualche ora precedente.

Dalla marmitta viene segato e portato via un pezzo che, verosimilmente, viene rivenduto dai delinquenti per alcuni euro sul mercato nero. Infatti, secondo gli esperti, i catalizzatori delle automobili contengono tracce di metalli nobili, come il palladio, un sottoprodotto di nichel e platino, che fa registrare un buon valore economico al grammo.

Non ultimo era anche il furto della marmitta, compiuto di recente in pieno giorno ai danni di una vettura parcheggiata non lontano dalla Casa comunale e la cui proprietaria rendeva pubblico, con tanto di avviso lasciato sul parabrezza dell’auto!!

Adesso è notizia di questi giorni di un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola nei confronti di un terzetto accusato di furto aggravato. Veniva così stabilito l’obbligo di firma e di dimora a carico di Carmine ed Antonio E. entrambi di Pomigliano d’Arco e di Pasquale T. napoletano di Marianella.

Il Gip ha accolto la richiesta della Procura bruniana, che aveva concordato con le risultanze investigative dei Carabinieri della locale stazione. I Militari dell’Arma, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, infatti, avevano effettuato un’accurata attività info-investigativa in merito ad alcuni furti, verificatisi lo scorso giugno nel deposito ‘Soccorso Campania’, ubicato sulla strada che collega Acerra a Pomigliano.

Qui sarebbero state trafugate diverse marmitte catalitiche dalle vetture in deposito. Una tipologia di furto che, di recente, ha avuto il suo picco con i ladri interessati soprattutto al palladio, il raro metallo presente nei dispositivi delle auto, il cui valore è salito moltissimo.

Ovviamente l’attività dei malviventi, che continuano ad attentare costantemente alla sicurezza urbana e sociale e che commettono una serie di reati contro il patrimonio, è favorita anche dallo scarso controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, alle prese con la cronica mancanza di mezzi e di personale. Ovviamente i derubati si vedono costretti ad un esborso economico, per sostituire l’intera marmitta, onde evitare, che la vettura emetta un evidente rumore e che rechi danni all’ambiente.

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