Relazione choc: sono 8 i milioni di euro, che il Comune deve recuperare dalla società Tekra

L’importo complessivo che il Comune di Acerra deve recuperare, a vario titolo, è pari a 8.481.956,00 euro”. E’ questa la frase, posta a conclusione della relazione redatta dal Direttore Esecutivo del Contratto (Dec) Cristoforo Pacella stipulato tra l’Ente di Viale della Democrazia e la società Tekra, che effettua per conto del Comune, dal I febbraio 2017, il servizio cittadino di igiene urbana.

Una relazione redatta, tenendo conto di quanto stabilito dal Capitolato Speciale d’Appalto (CSA), dal Piano industriale, dall’Offerta tecnica e dal Piano delle Migliorie della società e con la quale si chiede, di procedere con l’avvio della procedura di contestazione ed alla decurtazione a partire dal primo canone utile.

Una relazione dettagliata, trasmessa a febbraio scorso al Dirigente del servizio Salvatore Pallara e che richiama, in molti punti, l’esposto-denuncia depositato in Procura nel 2019 dal Consigliere comunale di opposizione Carmela Auriemma.

Un esposto corposo, che ripercorreva l’attività dell’impresa salernitana che aveva (e forse ha ancora), un contezioso con il Comune, mirante a contestare dinanzi ai giudici del Tribunale di Napoli le sanzioni elevate a suo carico ed il procedimento di applicazione delle penali, per un importo pari a 647.103,00 euro (dato aggiornato al 31.05.2018) e ad ottenere la restituzione della somma contestatagli dall’Ente comunale. L’esposto dava la medesima rilevanza: agli aspetti penalmente rilevanti (già riscontrati?) dagli organi di controllo intervenuti; alle inadempienze contrattuali che, ancora oggi, si susseguono e ai disservizi arrecati alla comunità locale, a fronte di un appalto, che costa alle casse comunali oltre 54 milioni di euro in 7 anni. La mancata realizzazione del centro servizi nell’area Pip che, stando a quanto precisato anche dall’ex Dirigente al ramo, si sarebbe dovuto realizzare in 6 mesi, come da contratto stipulato tra il Comune e la società di Angri che, però, non aveva presentato alcun progetto.

Il mancato passaggio dalla tassa alla tariffa puntuale, con conseguente consistente risparmio per le utenze domestiche e non domestiche e più volte affrontata nella Commissione presieduta dall’Auriemma; il ruolo dell’ex Direttore Esecutivo del Contratto, ricoperto da uno staffista del Sindaco, anche contrariamente alle leggi vigenti; la pessima gestione delle isole ecologiche e la mancata attivazione delle migliorie offerte in fase di gara, più volte sollecitate dall’ex Dirigente erano solo alcuni, dei punti evidenziati nel circostanziato dossier prodotto dall’esponente pentastellata.

La relazione di Pacella, adesso, prende in esame il parco automezzi; la fornitura di attrezzature e materiale di consumo; l’espletamento dei servizi pregressi; il mancato espletamento dei servizi previsti dal CSA; il raggiungimento delle percentuali annue di raccolta differenziata ed il personale di cantiere che, com’è noto, è previsto in 106 unità.

Ebbene, su questo punto, ad esempio, non mancano evidenze raccapriccianti, laddove si legge, che “4 unità non sono state oggetto di passaggio di cantiere e non sostituite dalla società con altrettante di pari livello; 2 non sono più in servizio, ma non comunicate dalla società e, ad oggi, si può asserire, che l’Amministrazione comunale liquida la somma di 179.610,00 euro annui per 4 operatori non presenti. Sono indicati poi aumenti e passaggi di livello non autorizzati con costo del personale non giustificato”.

Contestato anche “il mancato raggiungimento dell’obiettivo delle percentuali annue prefissate di raccolta differenziata (manca l’introduzione del sistema della tariffazione puntuale) con la stessa che, per l’anno 2020, è stata pari al 65,8% contro il 69%, ad esempio, del 2018”.

Circa la fornitura di attrezzature e materiale di consumo leggiamo, ad esempio, che “la ditta non ha proceduto, come richiesto, a redigere il verbale di consegna delle buste in contraddittorio. Pertanto allo stato si presume, che le stesse non siano state effettuate nel numero e nella tipologia prevista…”.

Non manca, poi, un riferimento alla quota di ammortamento (391.241,13 euro) delle fasi di start up, monitoraggio e comunicazione.

Ovviamente, a tutto quanto detto, vanno aggiunte le strade sporche, il mancato o saltuario svuotamento dei cestini gettacarte, la mancata installazione degli altri cestini multiscomparto (in totale devono essere 1000), la mancata installazione di quelli destinati alla raccolta delle deiezioni canine (in totale ne sono previsti 200), il mancato diserbo delle erbacce (effettuato dai dipendenti comunali), il tanfo dei gasoloni, quando transitano lungo le strade cittadine e tanto altro ancora.

Adesso sì, che Lettieri può andare fiero della ditta Tekra, come ha fatto più volte sulla sua pagina Facebook, l’ultima delle quali il 18 agosto scorso.

 

J.F.

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