Decadenza del Consigliere di Soriano: le controdeduzioni dall’esponente del Pd

La questione della decadenza del Consigliere di minoranza Giuseppe Benito Soriano (Pd), affrontata durante il Consiglio comunale del 10 settembre scorso e di cui riferivamo in precedenza, vedeva lo stesso Consigliere consegnare in aula un atto, avente ad oggetto “le controdeduzioni rispetto all’avvio del procedimento per decadenza da Consigliere comunale”, che veniva considerato come dichiarazioni rese all’aula dallo stesso.

Un documento tecnico, con cui esortava i suoi colleghi Consiglieri, ad astenersi da un’eventuale deliberazione di decadenza lesiva del suo esercizio, conferitogli dagli elettori. “Si sottolinea come, in sede pretoria, è stato acclarato addirittura, che la decadenza non può riguardare un consigliere comunale appartenente ad un gruppo politico, che rientra nel novero delle facoltà ordinariamente a disposizione delle forze di opposizione, ma piuttosto sanziona comportamenti negligenti dei consiglieri, dai quali possano derivare disagi all’attività dell’organo la cui valutazione meramente discrezionale e di esclusiva competenza del solo Consiglio comunale, costituisce il fondamento giuridico del provvedimento.

Va da sé – prosegue l’atto – che la disciplina sulla decadenza dalla carica consiliare per mancata partecipazione alle sedute, non può prevedere che il Consigliere, oltre a dover giustificare l’assenza, sia tenuto a dimostrare, di aver avuto un impedimento assoluto, a presenziare alle sedute del Consiglio.

L’art.43, comma 4 del TUEL, n.267/2000, nel rinviare allo statuto comunale la disciplina dei casi di decadenza dal Consiglio, garantisce il diritto del Consigliere, a far valere le cause giustificative…Anche in precedenti pronunce si è osservato come le circostanze, che giustificano l’esercizio del potere di decadenza, vanno interpretate restrittivamente e con stremo rigore, dato il rischio di possibile uso distorto del potere da parte del Consiglio comunale, per ragioni di scontro politico.

Oltre a ciò, in questa sede è necessario, riportare un estratto della sentenza del Consiglio di Stato n.573/2021 V sezione, dove si legge:

“Non si può attribuire al Consiglio comunale un potere di natura discrezionale, che troverebbe fondamento nel fatto, che la norma non ricollega la decadenza per assenze giustificate ad eventi tipizzati, per cui spetterebbe all’organo consiliare, cui è attribuito il potere, di dichiarare la decadenza del Consigliere.

La valutazione discrezionale delle giustificazioni prodotte dall’interessato – si legge ancora nel documento – in merito agli impedimenti dallo stesso addotti, in esito ad un procedimento, finalizzato alla tutela del corretto funzionamento degli organi rappresentativi, suscettibile di essere compromesso dal comportamento di disinteresse per la carica manifestato da uno dei suoi componenti (sentenza n.3786/2017 Tar Lazio)…

Pertanto esorto ed invito il Consiglio comunale, valutando la documentazione da me prodotta, ad archiviare tale procedimento, significando sin d’ora che, in caso contrario, si provvederà ad adire le vie legali per il soddisfacimento di ogni diritto pubblico leso”.

Al di là delle questioni tecniche, resta il profondo baratro, nel quale la politica locale (e forse non solo) è precipitata soprattutto negli ultimi anni, con i conseguenti disagi per i cittadini.

Mentre destano un cocktail di emozioni (curiosità, ilarità, compassione) coloro che, in questi anni, dinanzi allo scempio perpetrato ai danni della comunità dagli amministratori locali, dormivano sonni profondi e che adesso, in odore di elezioni, vogliono occuparsi della cosa pubblica!

 

J.F.

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