Blitz dei Carabinieri, sospesa Comunità alloggio per anziani. Rilevate una serie di carenze

Era il Dirigente comunale ai Servizi Sociali che, con la Determina n.1396, provvedeva alla sospensione dell’autorizzazione al funzionamento di una Comunità Alloggio per anziani, sita in una zona periferica cittadina; ad impedire che la stessa effettuasse nuove accoglienze e a sanzionarla con una somma pari a 1.000,00 euro.

E ciò, a seguito di un’ispezione eseguita ad agosto scorso presso la struttura dai Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S. di Napoli, nella quale rilevavano una serie di carenze. Pertanto l’amministrazione comunale ingiungeva al responsabile legale della residenza, di rimuovere le irregolarità e di contro dedurre, entro 15 giorni, rispetto a quanto rilevato nel citato verbale di ispezione.

Il Responsabile legale della società comunicava all’amministrazione, che aveva trasmesso la documentazione richiesta in sede di ispezione ai NAS e che, al fine di rimuovere le carenze rilevate, chiedeva 90 giorni per gli interventi da effettuare.

Ma quali erano le carenze riscontrate? Presenza di sei ospiti in sovrannumero rispetto a quelli autorizzati di 16; presenza di 3 ospiti allettati ritenuti non autosufficienti; mancato aggiornamento del registro degli ospiti ed assenza di un tavolo scrittoio con sedia in cinque camere.

E poi: assenza di poltroncina per ogni letto in alcune camere; pavimenti non antisdrucciolevoli nel locale destinato al personale notturno; mancanza di interruttori elettrici visibili anche al buio ed idonei sistemi per l’orientamento, la guida e la sicurezza dei non vedenti nel locale destinato al personale notturno.

In più venivano riscontrate la mancanza di ascensore; la mancata esibizione della Carta dei Servizi e l’assenza di procedure standardizzate per la gestione della pandemia.

Pertanto, mancando i requisiti funzionali, strutturali ed organizzativi previsti, il titolare della struttura doveva dimettere, con modalità concordate con la persona anziana e/o un proprio familiare, gli accolti in sovrannumero alla capacità ricettiva; dimettere gli accolti che, all’atto dell’ispezione, sono risultati allettati e/o ritenuti non autosufficienti ovvero non rispondenti alla tipologia prevista dal Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari; dimettere, con modalità concordate con la persona anziana e/o un proprio familiare, gli accolti in sovrannumero alla capacità ricettiva e continuare ad assistere quanti saranno rimasti nella struttura.

La vicenda veniva trattata anche dalla stampa quotidiana che, in data 15.09.2021, tra l’altro scriveva: “Si sa che soprattutto in questi tempi di Covid le Rsa costituiscono l’anello più drammaticamente debole del sistema assistenziale. E le case di riposo – esordisce il quotidiano – sono finite di nuovo al centro dell’attenzione nel territorio a Nord di Napoli a causa di un’operazione dei Carabinieri del Nas, il Nucleo Anti Sofisticazione.

I Militari dell’Arma hanno ispezionato una casa di risposo di Acerra, riscontrando una decina di violazioni, anche di norme anti Covid e di mancato rispetto dell’abbattimento delle barriere architettoniche…Il controllo dei Nas è stato effettuato il 16 agosto scorso, ma solo il 10 settembre il Comune ha preso una decisione. L’Ente ha infatti sospeso l’autorizzazione ad esercitare l’attività di residenza per gli anziani – prosegue l’articolo – ed ha pubblicato il provvedimento sull’Albo Pretorio del Comune, consultabile da tutti.

Nello stesso provvedimento si specifica, che la Rsa ispezionata stava operando grazie ad una determinazione dirigenziale risalente al 2013.Nella Rsa i Carabinieri hanno riscontrato una serie davvero impressionante di anomalie…

Nel frattempo, entro tre mesi, a far data dal 10 settembre, dovrà essere garantito nella casa di riposo l’effettivo rispetto della legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche previsto per le case di assistenza agli anziani e dovrà essere presentato il piano anti Covid.

Le scelte dell’Ente – conclude l’articolo – sono comunque morbide, se si considera, che è lo stesso Ente comunale, a scrivere che la struttura ispezionata dai Nas aveva violato la Carta dei Servizi due anni fa, nel 2019. “A questo punto – commenta l’attivista Alessandro Cannavacciuolomi chiedo, perché il Comune abbia rilasciato i permessi”.

Intanto l’esito dei controlli a campione condotti dai Carabinieri dei Nas nella prima decade di maggio ha riscontrato irregolarità in una casa di riposo su quattro. Controlli eseguiti d’intesa con il Ministero della Salute e che hanno interessato 572 strutture sanitarie e socio-assistenziali in tutt’Italia. Accertate irregolarità in 141 strutture, con 197 violazioni penali ed amministrative per 43 mila euro e 36 persone deferite all’Autorità giudiziaria.

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