Sono ben 75 gli alberi da abbattere nel rione Gescal perché pericolanti

Era con la Determina n.1203 del 26.07.2021, a firma del Dirigente al Patrimonio Gennaro Cascone, che il Comune decideva per l’abbattimento di una serie di alberi nel rione Gescal, perché pericolosi per la pubblica e privata incolumità.

Nello specifico l’agronomo Gianluca Iovine, incaricato dall’Ente comunale di effettuare la valutazione delle condizioni vegetative, fitosanitarie e di stabilità di alto fusto presenti nel suddetto quartiere periferico, produceva una relazione, nella quale specificava “che gran parte degli alberi presenti in detta zona, appartenenti al genere Pinus e pochi esemplari di cedri manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali e che le anomalie riscontrate sono tali, da far ritenere, che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito.

Pertanto le prospettive future sono gravemente compromesse ed ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura.

Alla luce di questo studio – evidenziava ancora il professionista – è stata fatta una classificazione C.P.C. (Classi di Propensione al Cedimento) e monitoraggio, con l’obiettivo di associare a ciascun soggetto osservato una classe di propensione al cedimento, in modo da poter standardizzare le procedure di monitoraggio e di messa in sicurezza. I risultati delle indagini condotte hanno riguardato 122 soggetti, in gran parte appartenenti al genere Pinus e pochi esemplari di cedri.

Con le informazioni salienti ottenute durante la valutazione è emerso, che 75 esemplari presentano una classe di rischio pari a D, per le quali è prescritto l’abbattimento. Atteso che forti piogge, eventuali eventi metereologici temporaleschi eccezionali o di particolare gravità e trombe d’aria, che si potrebbero verificare soprattutto nel periodo estivo, possono dare luogo a situazioni di pericolo di sradicamento di alberi, nonché la rottura di rami.

Considerata l’urgenza di provvedere all’esecuzione dell’abbattimento degli esemplari di proprietà comunale pericolanti, che presentano una classe di rischio, per le quali è prescritto l’abbattimento.

Al fine di prevenire ogni pericolo, che minaccia I’incolumità pubblica e la sicurezza urbana – proseguiva l’agronomo – è stato redatto il “Capitolato Tecnico”, dal quale si evince che la spesa presunta per la realizzazione dell’intervento di abbattimento di 75 alberi ad alto fusto ammonta ad euro 71.250,00 oltre Iva”.

Oltre a ciò l’area dell’intervento e gli alberi interessati dovevano essere preventivamente disinfettati, mentre l’Ente si riservava la possibilità del recupero di parte del materiale. Ed è una ditta locale, ad aver ricevuto l’incarico dal Comune, per l’abbattimento dei suddetti alberi.

Ovviamente nessun cenno veniva fatto all’eventualità di piantumare altre specie arboree in luogo di quelle abbattute, che non solo ridurrebbero di molto l’effetto desertificazione, ma anche quello relativo all’inquinamento atmosferico, grazie alla piantumazione di alberi, capaci di assorbire sostanze tossiche e nocive, come il monossido di carbonio o le micidiali polveri sottili Pm10 o di abbassare la temperatura dell’ambiente circostante durante le estati più calde.

In tal senso il tiglio, l’olmo o il frassino sono tra le specie arboree più idonee, a conseguire tale obiettivo.

 

Joseph Fontano

 

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