Elezioni regionali ad Acerra: il Consiglio di Stato nomina il Prefetto Commissario ad Acta!!

Elezioni regionali 2020, proseguono i colpi di scena. Com’è noto, infatti, il Consiglio di Stato, con un’Ordinanza emanata il 25 maggio scorso a firma dell’estensore Pietro de Bernardinis e del Presidente Ermanno de Francisco, aveva ordinato la verifica dei verbali di voto nelle sezioni di Acerra, dando seguito alla battaglia del candidato del Movimento 5 Stelle Alessandro Cannavacciuolo che, primo dei non eletti nella Circoscrizione di Napoli e provincia, per un pugno di voti, non era riuscito ad entrare in Consiglio regionale.

L’esponente pentastellato, dopo una lunga e certosina analisi delle documentazioni elettorali, aveva sospettato una serie di irregolarità nelle operazioni di voto ad Acerra, sia sul fronte delle verbalizzazioni, che su quello di una presunta mancata trasmissione delle preferenze alle autorità preposte.

E, dunque, contrariamente alle linee di indirizzo date dal Tar Campania, l’ultimo grado della giustizia amministrativa aveva disposto che la Prefettura fornisse, entro il 10 giugno, tutti i verbali tirati in ballo in questa difficile vertenza sulle elezioni. Cannavacciuolo aveva presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza n.759 del 3 febbraio 2021, emessa dalla II sezione del Tribunale Amministrativo regionale, con cui era stata appunto respinta l’istanza del candidato pentastellato proposta per l’annullamento del verbale dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Napoli del 13 ottobre 2020, cioè il verbale di proclamazione degli eletti al Consiglio regionale della Campania.

Istanza che includeva anche l’annullamento e/o la declaratoria di nullità del procedimento elettorale e delle operazioni di voto, compresi nei verbali delle operazioni dell’ufficio elettorale di una serie di sezioni del Comune di Acerra.

Ebbene, in data 22.07.2021, la II sezione del Consiglio di Stato si vedeva costretta ad emanare un’Ordinanza, con cui nominava il Prefetto Marco Valentini Commissario ad Acta con il compito di trasmettere i verbali entro tre mesi, poco prima cioè dell’udienza al Consiglio di Stato, fissata per il prossimo 23 novembre.

In pratica il Consiglio di Stato ha commissariato la Prefettura di Napoli, perché l’organo territoriale di governo risulta “inadempiente”, in quanto non ha inviato, come invece era stato richiesto, alla suprema Corte della giustizia amministrativa, i verbali necessari per la verifica della regolarità delle operazioni di voto in 42 sezioni elettorali acerrane.

Contro il ricorso di Cannavacciuolo stanno resistendo in sede giuridica gli attuali Consiglieri regionali Vittoria Lettieri, figlia del sindaco di Acerra, Raffaele, eletta nella lista De Luca e Luigi Cirillo, quest’ultimo proprio del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. Il legale, che sta assistendo Cannavacciuolo, è l’avvocato Raffaele Granata.

L’ambientalista locale, che ha fiducia nel lavoro della Magistratura, riferisce che il Consiglio di Stato è anche chiamato a stabilire, se durante le elezioni regionali tenutesi il 20 e 21 settembre 2020, nei seggi acerrani si sia o meno verificato il triste fenomeno già riscontrato in altre aree del Mezzogiorno, della “scheda ballerina”, ossia la scheda che “si perde” al seggio elettorale.

Viene usata per controllare il voto. Basta farne uscire una, l’elettore mette in tasca la scheda già votata e va al seggio, dove ne prende una vergine. Poi va in cabina e consegna quella già votata. Fin dallo scorso gennaio anche la stampa quotidiana si è occupata delle procedure “anomale”, che si sarebbero verificate in occasione delle regionali, riferendo di schede fantasma, voti spariti, verbali manomessi e poi minacce, intimidazioni ed elettori sorpresi nei seggi a fotografare le schede, mentre esprimevano il loro voto.

Tant’è che la Procura di Nola ha aperto un’inchiesta sulle suddette elezioni e che, su delega del Pubblico Ministero Aurelia Caporale sono state ascoltate in Commissariato tutte le persone informate sui fatti. Secondo indiscrezioni le denunce sarebbero finite sulla scrivania della Direzione Distrettuale Antimafia e del Ministro dell’Interno.

Si parla di oltre 4000 schede non votate, ma che non sono state registrate nei verbali delle operazioni elettorali. Non si sa che fine abbiano fatto. Subito dopo le elezioni, il 29 settembre, il Tribunale di Napoli sequestrò due verbali di altrettante sezioni. Verbali che non erano stati spediti da Acerra all’Ufficio elettorale del capoluogo. Altri verbali sarebbero stati manomessi.

E non meno rumore fecero le considerazioni del Presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo, sulle operazioni di voto, ossia: “Verbali di sezione non compilati e verbali inesatti. Un rilavante numero di anomalie riscontrate finanche nei seggi speciali con pochissimi elettori”. Frasi che delineavano un quadro inquietante.

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