Ecoballe, al via le gare per portare i rifiuti in altre Regioni

Riprendiamo le nostre pubblicazioni, ripartendo da una delle tematiche, alle quali abbiamo sempre dedicato molto spazio in questi 20 anni di attività giornalistica (sì, con questo numero prende il via il ventesimo anno di vita di Oblò), ossia quella ambientale. E, nello specifico, dalla rimozione e dal trasferimento fuori regione delle ecoballe, con il via libera all’ultima gara d’appalto.

Gara che punta all’eliminazione delle stesse dal sito acerrano ed al drastico ridimensionamento di quello di Fragneto Monforte, nel beneventano. Il deposito di ecoballe locale si trova dinanzi all’ingresso dell’inceneritore, in mezzo a vasti campi coltivati.

I rifiuti, ammassati per un totale di quasi 50 mila tonnellate, si trovano stipati sotto enormi teloni di plastica nera, all’interno di due piazzole rettangolari alte 10 metri, lunghe 150 e larghe 60. Il bando di gara è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

Il suo importo ammonta a 19.730.000,00 euro per la rimozione di 49 mila tonnellate di ecoballe in località “Pantano” e di altre 49 mila tonnellate a Fragneto. Le aziende dovevano rispondere al bando, depositando entro il 9 agosto scorso le loro offerte. Dopodichè sarebbero state avviate le procedure di valutazione delle offerte, che dovevano terminare entro circa un mese. A quel punto ci sarà la proposta di aggiudicazione da parte della Regione e scatteranno le verifiche, della durata di 35 giorni.

Al termine delle verifiche, sarà firmato il contratto con l’azienda, che si aggiudicherà l’appalto. Tempo stimato per il completamento dello svuotamento delle piazzole in questione 18 mesi, ossia entro il 2023. In realtà ad Acerra era stato effettuato già un primo svuotamento nel 2014 da parte della Sapna, ossia dalla società controllata dalla Città Metropolitana e che tutt’ora gestisce il sito del Pantano.

In quell’occasione, sette anni fa, furono eliminate due delle quattro piazzole zeppe di rifiuti, ossia 21 mila tonnellate. Un’operazione, questa, che seguì di un anno i due disastrosi incendi che, nel 2012, flagellarono il sito acerrano.

All’epoca fu avanzata l’ipotesi della natura dolosa delle fiamme, che devastarono il gigantesco deposito prima a marzo e poi ad agosto. Incendi che ridussero in cenere oltre 3 mila tonnellate di rifiuti. Ora però si vuole migliorare le condizioni dei territori. E siccome questo secondo piano di svuotamento fa parte del più complesso piano regionale straordinario per la rimozione delle ecoballe, l’iniziativa è passata dalla Sapna alla Regione Campania.

Intanto quella pubblicata è la quarta ed ultima procedura di gara avviata da Palazzo Santa Lucia che, insieme alla realizzazione degli impianti di trattamento di Giugliano e di Caivano, completerà il Piano straordinario. Le prime tre gare hanno già procedure in corso. Si tratta di un progetto finalizzato all’eliminazione dal territorio campano di 5 milioni e 300 mila tonnellate di rifiuti accumulati durante le terribili emergenze rifiuti dei primi anni duemila.

E’ bene ricordare, che il sito di trasferenza è sempre stato considerato illegittimo dal Comune, che inoltrò una serie di ricorsi (ottenendo sentenze favorevoli dagli Organi giudiziari) contro Commissariato di Governo, Fibe, Ministero dell’Ambiente ecc. in quanto riteneva le piazzole non idonee, per ospitare qualsiasi tipologia di rifiuti. Un’area di stoccaggio illegittima, perché priva di una preventiva valutazione di impatto ambientale.

Inoltre è noto, che l’omessa tempestiva rimozione dei rifiuti, decorso il periodo di un anno dal deposito, peraltro illegittimo, comporta che lo stesso non possa più essere qualificato come sito di stoccaggio, ma come discarica, ai sensi dell’art.2 comma 1 D.Lgs.36/2003.

E nel 2008, su disposizione della struttura commissariale, ben 52 Comuni scaricarono immondizia sulle piazzole, per complessive 2033 tonnellate al giorno, che venivano pesate e sversate ad Acerra, con la città di Napoli che faceva la parte del leone con le sue 650 tonnellate al giorno!!

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