In fiamme due vetture prima dell’alba, si propende per l’origine dolosa

Era nella notte tra l’11 ed il 12 luglio scorsi (quella della vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra agli Europei di calcio) che a via Vittorio Veneto, poco dopo le ore 4:00, si verificava un episodio inquietante, i cui contorni restavano tutti da chiarire.

Un’auto infatti, sembra una Citroen C3, andava a fuoco e le fiamme si propagavano anche ad un’altra vettura, una Fiat Punto, parcheggiata a pochi metri di distanza. In breve le alte fiamme levatesi illuminavano a giorno l’area e lambivano anche una palazzina di tre piani, che ospita alcuni nuclei familiari e, al piano terra, un noto e frequentato bar.

Allertati dai residenti spaventati e svegliati nel sonno, sul posto giungevano i Vigili del Fuoco di Afragola e gli agenti del locale Commissariato di Polizia, che avviavano le dovute indagini.

I caschi rossi impiegavano non poco tempo, per avere ragione delle fiamme, mentre il fumo denso ed acre si intrufolava negli appartamenti e nel locale sottostante, a quell’ora chiuso e rendeva sempre più nere le pareti dell’immobile.

Col trascorrere delle ore perdeva sempre più di consistenza l’ipotesi di un’autocombustione, mentre si faceva sempre più strada la pista dell’incendio doloso. Ignoti, infatti, con il volto travisato anche dalla mascherina, avrebbero versato del liquido infiammabile sulla vettura di colore nero, riconducibile ad un residente della zona.

Per dare un volto ed un’identità all’autore (o agli autori) del gesto criminale i poliziotti, dopo aver messo in sicurezza e transennato l’intera area, visionavano ed acquisivano le immagini degli impianti di videosorveglianza, di cui sono dotati gli immobili presenti lungo la strada e lo stesso bar. E provvedevano ad ascoltare gli abitanti del quartiere, per raccogliere notizie utili alle indagini.

Nel contempo le due vetture venivano sottoposte a sequestro e portate via con l’intervento del carro attrezzi. Sulle cause dell’attentato incendiario notturno gli inquirenti mantenevano il massimo riserbo e nessuna ipotesi veniva esclusa, compresa quella di una vendetta per uno ‘sgarro’ commesso o quella del gesto di uno sconsiderato, per un ‘tipico’ gesto di vandalismo nel corso dei festeggiamenti per il successo della Nazionale. Il giorno successivo i proprietari del condominio erano tutti intenti, a ripulire le parti interessate dal nero fumo, sprigionato dai veicoli incendiati.

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