Containers come le case: abusivi se senza licenza. Il Tribunale di Nola conferma il sequestro dei cassoni

Era la stampa quotidiana, in data 9.07.2021, a pubblicare gli esiti di un’attività giudiziaria condotta nel limitrofo Comune di Casalnuovo e che coinvolgeva anche la società (la stessa di Acerra), che svolge il servizio cittadino di igiene urbana.

“Vietato tenere i container sul terreno, se non si ha la licenza edilizia rilasciata dal Comune. Un divieto che si fa più severo – esordiva l’articolo – se i container sono molti e concentrati tutti nella stessa area. La violazione urbanistica poi si complica, se alcune di queste casse mobili sono utilizzate come uffici o depositi aziendali.

Lo ha stabilito il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola, che ieri ha convalidato il sequestro penale operato nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale, di 36 container trovati in un grande sito logistico di Casalnuovo, un parcheggio di Tir, ubicato accanto alla sopraelevata ferroviaria della linea circumvesuviana Napoli-Baiano, all’altezza del rione della ricostruzione, sul limitare di quel che resta di una zona di campagna coltivata a frutteti ed ortaggi.

Sono 8 le persone denunciate. Secondo la Magistratura e la Municipale, diretta dal Comandante Fulvio Testaverde, il complesso di container trovato nell’impianto logistico di 14mila metri quadrati è abusivo. Manca la licenza edilizia del Comune. Intanto il Gip ha ipotizzato, oltre al reato di abusivismo edilizio, anche quello di abbandono incontrollato di rifiuti.

Nel parcheggio i poliziotti municipali hanno infatti trovato cinque cumuli di rifiuti depositati in diversi punti. Una situazione complessa. Questo sequestro segue quello di altri 7 container, utilizzati a pochi metri dall’impianto logistico come uffici oppure come spogliatoi e bagni – proseguiva il quotidiano – per gli operatori ecologici della ditta di nettezza urbana cittadina.

Ditta Nu che appunto parcheggia i suoi mezzi accanto all’area, in cui è stata messa a segno l’ultima operazione. Anche nel caso dell’impresa di raccolta dei rifiuti urbani gli inquirenti contestano l’assenza della licenza edilizia. Le indagini nel frattempo proseguono.

Gli investigatori vogliono comprendere meglio, in che modo siano state utilizzate le aree sottostanti e circostanti la sopraelevata della Circumvesuviana, un lunghissimo ponte ferroviario di cemento alto 10 metri, che si allunga da Poggioreale a San Vitaliano.

In particolare si indaga sulla base di un interrogativo di fondo: con quali permessi e con quali autorizzazioni gli spazi sotto ed attorno la sopraelevata sono usati dai privati, che in molti casi hanno anche recintato l’opera della Circumvesuviana con lunghe ed alte gabbie di metallo e muratura? L’inchiesta sul parcheggio dei tir ha però fatto indispettire l’imprenditore titolare dell’azienda, che gestisce l’area, in cui sono stati sequestrati i 36 container.

“Perché i container, che sono case mobili da montare sui Tir, hanno bisogno della licenza edilizia del Comune? – si chiede il titolare del parcheggio di Casalnuovo -. Non vedo quindi quale sia l’abuso edilizio. I container sono rimuovibili in dieci minuti. La vedo una forzatura, equiparare questo ad un abuso edilizio. Per abbattere un palazzo abusivo ci vogliono anni di causa giudiziaria. Io invece in pochi minuti potrei togliere tutto”.

L’imprenditore del settore logistico, nel lamentare una serie di problemi normativi, ha sottolineato che “solo due, dei 36 container sequestrati, sono adibiti ad uffici. Il Comune di Casalnuovo ha un piano regolatore che, per quanto riguarda, ad esempio, i parcheggi, è dotato e comunque non sapevo, che il container di un camion, un cassone non abitabile poggiato a terra, dovesse avere una concessione edilizia. Poi bisogna capire il perché di certe cose. Attorno al mio parcheggio ci sono molti altri posti, in cui sono stati installati centinaia di container. Perché sono venuti soltanto da me?”.

Dal canto suo – aggiungeva l’articolo – il Sindaco Massimo Pelliccia ribadisce ciò, che aveva già affermato in occasione del precedente sequestro, quello operato nei confronti della ditta di nettezza urbana. Sta dando i suoi frutti il lavoro del comitato di direzione convocato da me – dice Pelliccia – ed i controlli hanno portato a diversi sequestri scaturiti poi in procedimenti.

Nonostante la carenza di organico il mio plauso va all’Ufficio Tecnico, che oltre a consentire ai cittadini, in tempi celeri, di esercitare le proprie attività edilizie controlla, insieme ai Vigili Urbani, il rispetto delle regole”.

Anche un altro quotidiano non mancava di titolare: “Containers e rifiuti, nuovo sequestro. Doppio intervento: prima i 7 contenitori della ditta che si occupa dell’igiene urbana, poi altri 36”.

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