Il bonus ai commercianti Acerrani non arriva, le cartelle esattoriali sì

“Al danno, la beffa. Il Comune di Acerra, con ex Delibera di Giunta comunale n.15 del 03.02.2021 aveva annunciato, in pompa magna, un ‘Contributo straordinario una tantum a fondo perduto per il sostegno delle attività artigianali, commerciali, di prestazione di servizi ed associazioni che operano sul territorio di Acerra’. Un atto amministrativo votato, con il fine di contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria, economica e sociale derivante dall’epidemia da Covid-19, ad integrazione delle altre misure messe in campo da Stato e Regione Campania.

Sull’apposito capitolo di Bilancio venivano appostati, come somma inziale, 250.000,00 euro, che sarebbero stati corrisposti in misura variabile da 400 a 600 euro alle attività, previa presentazione delle domande e maggiormente penalizzate, trovatesi in difficoltà economica e finanziaria in conseguenza delle misure adottate per la gestione ed il contenimento dell’emergenza epidemiologica in atto.

A distanza di mesi – evidenzia la locale sezione di Fratelli d’Italia – in moltissimi non hanno ricevuto nemmeno un centesimo dal Comune e, mentre rimane bloccata l’erogazione del bonus, si registra un’impennata di cartelle esattoriali Ta.Ri. recapitate ai commercianti locali.

Le cartelle in gran parte si riferiscono agli importi (sulla spazzatura prodotta) non pagati o pagati in ritardo durante il 2020, un anno che passerà alla storia e che ha messo a dura prova le piccole attività. Una situazione che poteva essere evitata con la sospensione delle sanzioni per ritardi di pagamento delle imposte comunali. Un cortocircuito che ha provocato l’immediata reazione di Fratelli d’Italia Acerra, da tempo in prima linea sulla tematica del sostegno al commercio locale. Vincenzo Riemma (FDI) dichiara:

“La logica secondo la quale i commercianti siano delle arance da spremere per la salvaguardia dei bilanci comunali, non va per nulla bene. Le nostre partite IVA meritano rispetto, perché vivono una situazione senza precedenti, di cui non hanno colpe. Fin dal marzo 2020 avevamo proposto di tagliare parte delle imposte comunali e di azzerare le sanzioni dovute per i ritardi di pagamento riferiti allo stesso anno. L’amministrazione non ci ha ascoltati, si è mossa male e con un anno di ritardo.

Avremmo evitato, alle nostre attività, l’imbarazzo di ricevere delle cartelle esattoriali, su una mole di spazzatura che le stesse non hanno mai prodotto causa chiusura forzata per lockdown. Un paradosso clamoroso, che nei fatti dimostra l’insensibilità della sinistra verso il commercio locale.

Inoltre, per un disegno malefico e beffardo, sembra che il bonus una tantum tanto sbandierato sia più destinato a tutelare gli incassi delle sanzioni del Comune, che per difendere lo sviluppo della città. Bisogna darsi un’accelerata, poiché sostenere le nostre imprese a pandemia finita non avrebbe senso.

Acerra non merita una classe dirigente, che fa dell’improvvisazione e dell’opportunismo il proprio modus vivendi. Le partite IVA sono il patrimonio da tutelare, e come FDI, stiamo organizzando un programma strutturato, per offrire alla città l’opportunità di voltare finalmente pagina. Direi che è l’ora”.

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