Escalation di episodi di violenza contro le donne, nonostante una Delibera contro la violenza di genere

Botte alla moglie ‘fresca’ di operazione, 61enne arrestato. E’ l’ennesima ed incredibile storia di violenza domestica verificatasi negli ultimi tempi ad Acerra, dove vittima di percosse, minacce e violenza di genere era una donna del posto.

Nel caso specifico i Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Comandante Giovanni Caccavale, bloccavano un uomo del posto, accusato di maltrattamenti e lesioni. I Militari dell’Arma intervenivano nell’abitazione della coppia durante la notte, a seguito di una chiamata che segnalava una situazione difficile. Nonostante la presenza delle Forze dell’Ordine l’uomo, in preda ad un evidente stato di alterazione, avrebbe provato a colpire la moglie con due schiaffi, dopo averla già malmenata incurante dello stato di sofferenza della donna, reduce da un delicato intervento chirurgico e con la ferita ancora suturata.

Nell’appartamento i Carabinieri sequestravano anche un coltello. Dopo le formalità di rito il 61enne veniva tratto in arresto e condotto in carcere a Poggioreale. La donna, invece, veniva portata al Pronto Soccorso, dove le venivano diagnosticate ferite ritenute guaribili con dieci giorni di prognosi.

Un episodio che faceva il paio con un altro episodio di violenza con protagonista, questa volta, un 52enne, finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, veniva arrestato dalla Polizia di Stato e fondamentale per il suo arresto era la testimonianza della figlia, una giovane donna che, al termine dell’ennesimo episodio di violenza, si era presentata negli uffici del Commissariato ed aveva rivelato ai poliziotti di essere, da tempo, insieme alla madre, vittima di comportamenti violenti, percosse e minacce da parte del padre.

Il 52enne, in più occasioni, per futili motivi, aveva malmenato moglie e figlia: grazie alla denuncia di quest’ultima, stanca dell’ennesimo abuso da parte del genitore, per il 52enne scattavano le manette. E potremmo continuare con altri episodi, di cui abbiamo già riferito di recente.

Ma mai come adesso, la politica si intreccia con la cronaca. Infatti, nonostante che durante il Consiglio comunale del 27.05.2020 (quello in cui il Presidente del Civico consesso diede della camorrista al Consigliere Carmela Auriemma, con tutte le polemiche che ne seguirono per settimane) fu approvata, su proposta del Partito Democratico, la Delibera di Giunta n.50 del 25.05.2020 sulla Violenza di Genere e relativo protocollo d’intesa con le farmacie del territorio comunale per il potenziamento di strategie condivise, finalizzate al contrasto del fenomeno della violenza contro le donne, la situazione è rimasta nell’alveo dell’emergenza e la Delibera non ha sortito ancora, a distanza di oltre un anno dalla sua approvazione, effetti tangibili.

Anzi, da una sommaria ricognizione fatta in alcune farmacie locali, sembrerebbe che non ci siano donne del posto, che abbiano pronunciato all’interno delle stesse la famosa formula “mascherina 1515”, che è la sigla in codice, con cui si segnala di essere vittima di violenza di genere e di aver necessità di aiuto.

E’ evidente che qualcosa non va, sia nell’ambito socio-familiare, che in quello politico, nonostante un atto amministrativo “sbandierato” in aula, manco fosse il vaccino anti-coronavirus e che, a differenza di altre proposte o emendamenti avanzati da qualche altra forza politica di opposizione, fu accolta quasi in tempo reale.

Al netto dell’emendamento presentato in aula dai Consiglieri Auriemma, Zito e Catapane che prevedeva, ad esempio, di coinvolgere anche i medici di base tra le figure, alle quali la donna vittima di violenza poteva rivolgersi.

Evidentemente le soluzioni, che gli organi deputati devono o possono offrire, per contrastare un fenomeno che, soprattutto durante il lockdown, ha conosciuto un’impennata di circa il 75%, sono altre. E vanno individuate anche celermente.

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