Allarme polveri sottili, sforati i limiti in molti Comuni. La Chiesa si mobilita a Pomigliano

Dopo le piogge ed i venti di primavera, che ne avevano attutito l’impatto i killer delle nostre vie respiratorie, le polveri sottili, riprendono il sopravvento nel territorio della “mal’aria”, la zona orientale dell’hinterland napoletano. Dati preoccupanti.

A Pomigliano già alla fine di maggio, venivano raggiunti e superati i 35 giorni di sforamento massimo delle polveri PM 10 consentito dalla legge nell’arco di un anno: qui ammontavano a 36 i superamenti dal primo gennaio scorso.

Una situazione di allarme percepita da una parte della popolazione, tanto che il parroco della chiesa madre della città delle grandi fabbriche, don Peppino Gambardella, dava il via ad una serie di processioni contro l’inquinamento: marce silenziose e preghiere nei luoghi dello scempio ambientale.

Ma il quadro è sconfortante in un’ampia fetta di questa parte della provincia. Tremendi i dati rilevati dalle centraline dell’Arpac, l’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, anche nei Comuni vicini.

Ben 61 gli sforamenti delle PM 10, sempre dal primo gennaio, a San Vitaliano, 39 al confine tra Volla e Casalnuovo, 33 a Casoria, 33 ad Acerra.

Numeri che confermano il triste primato campano della peggiore aria consolidato dal territorio ad Est della provincia. Peggio di così in nessun altro posto della regione, nemmeno nella trafficatissima piazza Garibaldi, a Napoli, dove gli sforamenti sono stati 17 da gennaio. A tutto questo si deve aggiungere l’inadeguatezza dei sistemi di controllo.

Alcuni esempi lampanti. A Pomigliano non fornisce dati da un anno, da maggio 2020, la seconda centralina per il controllo della qualità dell’aria, quella del Comune, installata sul tetto del Municipio. L’altra, quella dell’Arpac, attualmente funzionante, si trova nella zona industriale, sul lato occidentale degli stabilimenti Stellantis ex Fiat e Leonardo ex Alenia.

Infrastrutture precarie anche ad Acerra, dove stava rilasciando dati, in modo più o meno costante, la centralina dell’Arpac piazzata nel centro cittadino, mentre non funziona da mesi quella installata dall’Agenzia regionale nell’area industriale in cui, peraltro, sono attivi l’inceneritore e diversi impianti, che emettono continuamente fumi dai camini e polveri durante le quotidiane attività industriali.

“C’è una carenza di fondo – fa notare Marì Muscarà, Consigliere regionale M5S – e le attuali centraline non sono in grado, di stabilire da dove provengano le fonti inquinanti. Cosa che, invece, sono in grado di fare quelle di ultima generazione, che non abbiamo”.

Molto debole la risposta delle istituzioni al pericolo incombente. Un allarme alimentato dai recenti studi scientifici, secondo cui le polveri sottili sarebbero volano del contagio da Coronavirus. Nel frattempo quei pochi chilometri di piste ciclabili fino adesso realizzate restano inutilizzate: snobbate dalla stragrande maggioranza della popolazione.

Quasi inesistenti poi le isole pedonali e le zone a traffico limitato. ZTL che, laddove esistono, spesso funzionano a singhiozzo e per un lasso di tempo troppo breve. Oppure non funzionano proprio. “Dulcis in fundo” è ripresa la stagione dei roghi tossici, cioè degli incendi dolosi dei rifiuti di varia tipologia scaricati abusivamente.

Per non parlare delle discariche mai bonificate, dei rifiuti occultati nei terreni e rimasti sepolti per decenni a pochi metri dalla superficie. Contro tutto ciò scendeva in campo la Chiesa. Don Peppino Gambardella, parroco della chiesa patronale di Pomigliano, San Felice, chiamava a raccolta la popolazione nell’ambito di una serie di processioni organizzate nei luoghi dello sfregio ecologico.

Il sacerdote portava i suoi fedeli nell’area occidentale di Pomigliano, dove c’è chi sta combattendo le attività di un impianto di rottamazione e l’insediamento del futuro impianto di compostaggio di rifiuti organici. Processioni e preghiere anche in altre aree, sedi di grandi discariche illegali ed abusive di rifiuti.

“Non stiamo facendo nient’altro – puntualizzava don Peppino – che portare tra la gente l’enciclica di Papa Francesco ‘Laudato si’ per la difesa del Creato”.

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