Operazione “All Black” contro il traffico illecito di rifiuti. Tra gli indagati anche un acerrano

Era un noto quotidiano, in data 18.05.2021, a riferire di un traffico di rifiuti sull’asse Campania-Puglia. Ecco di seguito l’articolo. “Sono 44 le persone indagate, a vario titolo, nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce, condotta dalla Guardia di Finanza di Taranto e dal Noe dei Carabinieri di Lecce e di Torino, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti su tutto il territorio nazionale e riciclaggio.

Tredici le persone arrestate (10 in carcere e 3 ai domiciliari) – esordisce l’articolo – in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale salentino su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia.

L’ordinanza è stata eseguita nelle province di Taranto, Lecce, Brindisi, Palermo, Cosenza, Reggio Calabria, Salerno, Caserta e Napoli. Indagata anche una società di Sparanise nel casertano, come persona giuridica. L’operazione è stata denominata “All Black” e deriva dalla riunione di due distinte attività investigative seguite dai Carabinieri del Noe e della Guardia di Finanza che, pur partendo da presupposti diversi si sono ritrovati, in molti casi, ad indagare sulle stesse persone.

Sono stati sequestrati due automezzi e beni per un valore di 200 mila euro. Secondo quanto accertato – prosegue il quotidiano – ingenti quantità di rifiuti di tipo urbano ed industriale, anche pericoloso, sarebbero stati sversati sul suolo o interrati in alcune località delle province di Lecce e Taranto, oppure abbandonati in capannoni industriali in disuso e successivamente dati alle fiamme.

C’erano anche gomme, plastiche, ingombranti, guaine catramate e fanghi, provenienti in massima parte dall’azienda Ndn Ecorecuperi autorizzata al trattamento di Sparanise che, grazie a questo sistema, sarebbe riuscita ad abbattere fortemente i costi di gestione. L’indagine del Nucleo Ecologico Operativo è iniziata a maggio 2018 a Torino dopo il sequestro di un autotreno, che aveva effettuato uno scarico illecito di rifiuti nelle campagne di Lombardore.

I Militari dell’Arma, insieme ai Forestali, hanno individuato un gruppo di faccendieri di Lecce e di Taranto i quali, creando società fittizie dotate di false autorizzazioni, offrivano siti inesistenti per lo smaltimento tramite una società di intermediazione piemontese, non iscritta all’albo dei gestori di rifiuti.

Mediante le intercettazioni gli investigatori hanno ascoltato le conversazioni tra gli intermediari ed alcune aziende attive nel settore del trattamento, situate nel torinese e nel bresciano, allo scopo di far confluire ingenti quantitativi in alcune località del leccese e del tarantino.

Le difficoltà organizzative ed i rischi, che avrebbero comportato i viaggi lunghi dei carichi di rifiuti in una situazione di completa illegalità, hanno fatto insorgere contrasti tra gli organizzatori, determinando così la scissione del gruppo pugliese dai broker piemontesi.

Il primo – conclude l’articolo – ha pensato di utilizzare altre direttrici di traffico e, in particolare, si è rivolto ai produttori di rifiuti dell’area del casertano e del reggino. Su quest’indagine si è innestata una parallela inchiesta della Guardia di Finanza”.

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