Due modi diversi di vivere la società al tempo del Covid-19

Quelle di seguito riferite sono due situazioni, nate entrambe sotto l’egida dell’emergenza pandemica, che ha creato (o di molto acuito) le difficoltà socio-sanitarie-economiche ed occupazionali di milioni di persone. Due situazioni che si pongono quasi in antitesi tra di loro e che hanno suscitato anche reazioni diverse. Partiamo dalla prima.

Domenica 16 maggio Luigi Cordato, titolare di una barberia a Portici, su imput della moglie, ha lavorato gratis per l’intera giornata, nel rispetto delle norme anti-Covid, in cambio di donazioni spontanee in denaro, da consegnare alla famiglia di una sua concittadina, madre di quattro figli, bisognosa di un delicato intervento chirurgico salvavita, per il quale è necessaria una cospicua somma. Denaro consegnato dai clienti ad uno dei figli della donna presente nel salone.

“Chiunque potrà venire, anche senza usufruire del servizio e donare al figlio – diceva Luigi – quale che sia la somma non importa. L’importante è donare. Altri possono seguire la mia idea”.

La seconda situazione, invece, aveva luogo giovedì 13 maggio presso la parrocchia di San Pietro Apostolo, sita a via Calabria e si riferisce al decimo anniversario di sacerdozio di tre presbiteri di Acerra, ossia don Raffaele Di Nardo, don Stefano Maisto e don Marcello Lanza.

Evento liturgico patrocinato dal Comune di Acerra e compartecipato economicamente, a seguito della richiesta di patrocinio avanzata dalla suddetta parrocchia. A cui seguiva anche quella avanzata da don Raffaele Di Nardo, che chiedeva un presidio del personale della Protezione Civile e della Polizia Municipale. La somma erogata ammonta a ben 3 mila euro, come da Delibera di Giunta n.87 dell’11.05.2021.

Dalla quale, tra l’altro, non emerge l’elenco analitico delle spese da sostenere. Presenti all’evento gli esponenti, anche di punta, dell’amministrazione comunale e delle Forze dell’Ordine. Con tanto di fuochi d’artificio esplosi alla fine, nonostante sia in vigore l’Ordinanza sindacale n.55 del 30.12.2018, relativa al “Divieto di utilizzo di petardi, botti e fuochi d’artificio pirotecnici di qualsiasi tipologia sul territorio comunale”.

Sempre che non ci fosse un’autorizzazione rilasciata dalla Prefettura di Napoli. Ad indignarsi, in particolare, per quanto verificatosi, era il Consigliere Domenico Tardi, il quale diceva:

Ritengo alquanto fuori luogo la richiesta di contributo economico avanzata dal parroco della suddetta parrocchia, in una fase così drammatica e delicata anche per la popolazione locale. Oltre al fatto che la manifestazione si è tenuta nel 40° anniversario del grave ferimento di Papa Giovanni Paolo II.

Vedo sempre con favore le iniziative, che recano benefici agli indigenti o a coloro, che si trovano in difficoltà. Non per niente bene ha fatto l’amministrazione comunale, a destinare alla Caritas diocesana 17.500 euro, per l’acquisto di derrate alimentari per i più bisognosi.

Ma, nel caso di specie – aggiungeva Tardi – i morti per Covid, le sofferenze dei familiari ed il conflitto in atto in Terra Santa lasciano poco spazio ad eventi di carattere festivo, soprattutto con il contorno dell’utilizzo dei fuochi d’artificio, di cui forse nemmeno gli amministratori locali erano a conoscenza.

E poi non dimentichiamoci, di tutti quelli che, ancora oggi, non hanno potuto riprendere il proprio lavoro o hanno potuto farlo parzialmente o di chi, a conclusione di un evento, deve condividere un momento di gioia con i propri cari, ‘arrangiandosi’ all’esterno di un locale”.

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