Commissione di Vigilanza off limits. Auriemma ‘alla ricerca’ dei cani acerrani

Adesso, relativamente all’articolo pubblicato in precedenza, era intenzione del Presidente della Commissione di Vigilanza e Trasparenza, Carmela Auriemma, convocare la stessa per lunedì 17 maggio, ponendo di nuovo all’ordine del giorno la questione del servizio di custodia e mantenimento dei cani accalappiati. Convocazione, a cui non poteva procedere né in presenza, causa emergenza Covid, né in streaming, perché le Commissioni sono pubbliche.

Queste erano, da quanto è stato possibile sapere, le motivazioni rese dalla presidenza del Consiglio comunale. Per cui, datosi che molti Consiglieri ancora non avevano ritirato il proprio tablet (nonostante le migliaia di euro di denaro pubblico speso e l’autocelebrazione dell’amministrazione comunale, per il livello di informatizzazione e digitalizzazione raggiunto), non potendo gli stessi prendervi parte, garantendone la trasparenza dei lavori, la Commissione non poteva avere luogo!!

Ma perché nessuno, allora, staff compreso, in tutto questo tempo, non aveva provveduto a consegnare i tablet ai Consiglieri, se questi avevano omesso di ritirarli?

Indomita il Consigliere Auriemma, nei giorni scorsi, si recava (con non poche difficoltà, vista l’assenza di indicazioni, le strade anguste e sterrate e l’allocazione della struttura) a Brusciano, presso il canile ‘La Sfinge’ dove, rigorosamente chiuso al pubblico, le veniva riferito da un’addetta, “che i cani di Acerra non si trovano lì, ma bensì a Marigliano. E questo vale anche per chi ne voglia adottare uno”. Un vero mistero.

A questo punto alla professionista non restava altro da fare, che scrivere al Dirigente all’Ambiente Maria Piscopo, per sapere dove si trovano i cani di Acerra e per essere relazionata, su altri aspetti dell’Appalto in questione, pagamento fatture compreso. Con l’auspicio che il riscontro alla nota sia alquanto sollecito e non impieghi lassi di tempo ‘diluviani’.

Intanto un esposto-denuncia era stato inviato alla suddetta Auriemma da parte di una professionista del posto, circa la situazione canile in convenzione e bando per manifestazione d’interesse di terreno di proprietà del Comune.

“Le scrivo, per rappresentarle l’impossibilità di poter accedere al canile ‘La Sfinge’, in qualità di volontario dell’Enpa – si legge nel documento – nel quale si trovano i cani di Acerra, ossia ben 200 rinchiusi senza speranza in un canile che, in passato, ha avuto tantissimi problemi, tanto da essere il ‘diavolo’ per i volontari della Campania. Avendo quale E.N.P.A. provveduto a far adottare circa 30 cani nel passaggio degli ospiti dal canile di Grazzanise a quello di Brusciano credevamo, unitamente ai volontari dell’Associazione Protezione Randagi Acerra (A.P.R.A.), di poter continuare a far adottare i piccoli rinchiusi da Beneduce.

Esclusa una piccola parentesi all’inizio del trasferimento, che ci ha consentito di prelevare i cani già in adozione, non è stato più possibile accedere al canile, per vedere i cani, da poter proporre per l’adozione”. Addirittura viene risposto dal gestore della struttura, che determinate tipologie di cani (pastore tedesco, bigol ecc.) da far adottare, non erano più presenti.

Mentre nel canile c’erano. Inutile poi chiedere un appuntamento. Alla fine dell’appalto del centro di Grazzanise, fu richiesto un book fotografico con le foto dei cani ed i numeri dei chip, di cui andava verificata, se ci fosse l’indispensabile corrispondenza.

“Comprendo – prosegue l’esposto – che è inutile sottolineare, che il Comune paga 15.000,00 euro al mese di denaro pubblico al Beneduce per i nostri sfortunati ospiti. Sarebbe pertanto indispensabile permettere l’adozione di questi cani. Circa il bando del Comune per una manifestazione d’interesse per un terreno di proprietà comunale che l’Ente comunale darebbe in comodato d’uso gratuito per la realizzazione di un canile privato, è un bene asservito a speculazione dei privati.

In diversi incontri con il Sindaco – aggiunge l’esposto – gli ho palesato la necessità di un canile municipale, come quello di Pomigliano d’Arco e di Albanella, gestito dai volontari in convenzione con l’Asl. Con quindi zero spese di gestione e possibilità di far adottare i cani, che per la Sfinge sono solo una fonte di reddito.

Il Comune, invece, preferisce donare terreno pubblico ai privati, per farne profitto e non ridurre la spesa pubblica.

Inoltre da anni il Comune ha dato in comodato d’uso un terreno ad un’associazione, che non ospita alcun cane. Eppure Acerra è il Comune dell’hinterland napoletano con il maggior numero di cani al canile. Si chiede, pertanto, di poter accedere al canile La Sfinge, in orari e giorni da concordare”.

Di certo continueremo a seguire la vicenda, da cui dipende il destino, di quelli che vengono definiti i migliori amici dell’uomo.

 

Joseph Fontano

 

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