Inceneritore, respinto il ricorso degli ambientalisti. Ok del Tar all’ampliamento della vasca

Era la stampa quotidiana, in data 30.04.2021, a riaccendere i riflettori sull’unico inceneritore della Regione Campania, ossia quello di Acerra e a divulgare la notizia del via libera del Tar Campania ai lavori di ampliamento della vasca di contenimento delle ceneri dell’impianto.

Infatti veniva respinto il ricorso dei comitati ambientalisti e, quindi, sarà allargata la vasca per lo stoccaggio dei rifiuti di combustione, che passerà da 753 a 1.160 metri cubi. Anche se, in verità, durante tutti questi anni di attesa del verdetto, la nuova vasca è stata già costruita dall’A2A, la società lombarda che gestisce l’impianto, sito nella locale zona industriale.

“I lavori – scrivono nella sentenza dello scorso 16 marzo i giudici amministrativi della V Sezione, presieduta da Maria Abbruzzese, estensore Pierluigi Russo – sulla base della documentazione acquisita, non determinano l’aumento della quantità di rifiuti da conferire e smaltire, né un potenziamento della capacità produttiva dell’impianto TMV, che resta inalterata, né l’incremento delle immissioni in atmosfera, ovvero la modifica di qualsiasi altro elemento essenziale dell’AIA, l’Autorizzazione Integrata Ambientale”.

Il ricorso era stato presentato dal Comitato “Donne 29 Agosto” e dall’Associazione “Forum Ambientalista” contro la Regione Campania ed il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e nei confronti dell’A2A, legalmente rappresentata dall’avvocato Luca Tozzi.

Le associazioni civiche avevano impugnato il Decreto dirigenziale della Regione n.145 del 21 ottobre 2016, che definiva una “modifica non sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata col Decreto n.1653 dell’1 dicembre 2014 per l’impianto di termovalorizzazione di Acerra”.

Decreto contro il quale, oltre agli ecologisti, anche il Comune di Acerra aveva fatto ricorso al Tar. Poi però il riscorso dell’Ente comunale era stato respinto già nel 2018, molto prima di quello degli ambientalisti.

I giudici del Tribunale Amministrativo regionale, però, dopo aver valutato la questione e sulla scorta anche di altre decisioni della magistratura, hanno ritenuto corretta la procedura seguita dalla Regione Campania. “Come può leggersi nella relazione allegata all’istanza di A2A (del 3.8.2016) – scrivono i giudici nella sentenza depositata in data 29.04.2021 – il progetto prevede l’incremento di volume della preesistente vasca di calcestruzzo armato per lo stoccaggio dei residui di combustione, da 753 a 1.160 metri cubi, mediante l’abbattimento di una preesistente parete, la realizzazione di una nuova area di carico coperta, con nuove passerelle sul carroponte ed una diversa pesa a ponte e la realizzazione di una nuova cabina di controllo del carroponte.

Trattasi dunque di lavori che sono diretti, in via prioritaria, ad incrementare “il volume di stoccaggio delle scorie”. Per i magistrati amministrativi, quindi, i lavori non comportano una “modifica sostanziale” dell’autorizzazione già rilasciata coi precedenti provvedimenti”.

Secondo i tecnici di A2A, infatti, le nuove opere “non comportano alcun incremento delle potenzialità dell’impianto (neanche in termini di incidente rilevante) o delle relative emissioni in atmosfera, idriche e sonore. Aspetti tutti che restano invariati, non essendo mutato il processo di smaltimento dei rifiuti mediante trattamento termico, già descritto nella documentazione depositata in giudizio”.

Intanto, onde fugare ogni dubbio e malinteso nella popolazione, va precisato che la sentenza non autorizza un eventuale ampliamento del termovalorizzatore, nè la realizzazione di una quarta linea o, comunque, un aumento sostanziale dei volumi di rifiuti da bruciare ogni anno.

Il ricorso appena perso non era nodale – spiega l’avvocato Carmela Auriemma, legale delle Donne del 29 Agosto – poiché il vero ricorso è quello, che abbiamo pendente al Consiglio di Stato e per il quale ci attendiamo una sentenza tra alcuni mesi. In questi anni la quantità dei rifiuti trattati nell’inceneritore è enormemente aumentata, senza che questo abbia mai ricevuto una Valutazione di Impatto Ambientale. E’ stata una palese violazione delle nostre normative ambientali e del diritto europeo”.

Il ricorso che sta creando attesa è quello contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2014 dalla Regione all’A2A per la prosecuzione delle attività del termovalorizzatore che, tra il 2012 ed il 2019 (ultimo dato ufficiale disponibile) ha incrementato da 600 mila a 692 mila tonnellate all’anno la quantità dei rifiuti trattati.

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