Centinaia i metri cubi di rifiuti abbandonati di varia tipologia rinvenuti dai caschi bianchi

Un’area trasformata in sito di stoccaggio abusivo di rifiuti abbandonati di varia tipologia, anche speciali.

E’ quanto aveva accertato, fin dal febbraio 2019, il personale del Comando della Polizia Municipale, a seguito di un sopralluogo effettuato lungo il prolungamento di Corso Italia, in un’area che si presentava in parte cementata, in parte coperta di brecciame ed in parte a nudo, nella quale erano depositati centinaia di metri cubi di rifiuti, costituiti da rifiuti elettronici (Rae), pneumatici, ingombranti, materassi, sanitari, oggettistica, porte di legno, mobili, vetro, plastica, pedane in legno, divani, guaine bituminose e pezzi di ricambio di auto.

Il proprietario del fondo, un 83enne di Casalnuovo, dopo aver ricevuto dall’Ufficio Ambiente del Comune la comunicazione dell’avvio del procedimento per la rimozione e lo smaltimento dei suddetti rifiuti ed anche la successiva Ordinanza sindacale, precisava che nessuna responsabilità era da ascrivere a suo carico, in quanto il terreno in questione era nella piena ed esclusiva disponibilità materiale di un 77enne di Acerra, che aveva pertanto violato il Decreto Legislativo n.152/2006.

Circostanza confermata anche dal Tar Campania, a cui era ricorso. Infatti il proprietario aveva dimostrato, nel corso del procedimento, di non avere alcuna relazione fisica o potere di fatto sul bene, trovandosi lo stesso nella disponibilità materiale di un altro soggetto.

Nello specifico l’anziano di Acerra, nel frattempo deceduto a febbraio 2020. A febbraio di quest’anno i poliziotti municipali effettuavano un ulteriore sopralluogo accertando, anche con rilievo fotografico, che i rifiuti insistono ancora nell’area e, pertanto, venivano diffidati gli eredi del soggetto deceduto (tre figlie ndr), ad adempiere alle prescrizioni contenute nell’Ordinanza sindacale n.25/2019.

Si è così giunti all’Ordinanza sindacale n.26 del 15.04.2021, che reca la firma del sindaco Lettieri, con la quale si ordina alle eredi, di rimuovere e di smaltire, entro 30 giorni dalla notifica dell’atto, i rifiuti abbandonati, attraverso una ditta in possesso delle prescritte abilitazioni.

Rifiuti che devono essere caratterizzati ed interessati da un piano di rimozione, che dev’essere trasmesso all’Ente comunale prima dell’avvio dell’intervento.

Nel caso di inottemperanza a quanto prescritto, sarà il Comune ad intervenire in danno e, pertanto, tutti i costi sostenuti dall’Ente di Viale della Democrazia saranno addebitati ai soggetti omissivi, contro i quali saranno poste in essere anche misure di carattere penale. Allo stato, nel mentre scriviamo, i rifiuti sono ancora lì.

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