I Carabinieri chiudono supermercato per 3 giorni e lo verbalizzano per 24 mila euro

I Carabinieri della locale stazione, agli ordini del Maresciallo Giovanni Caccavale, unitamente a quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli, nell’ambito dei servizi disposti dal Comando provinciale di Napoli effettuavano, nei giorni scorsi, delle ispezioni volte al contrasto del fenomeno del lavoro sommerso, alla verifica delle normative sulla sicurezza e l’igiene nei luoghi di lavoro e del rispetto delle vigenti norme anti-contagio.

Ed ammontava a quasi 24 mila euro la somma complessiva, che i Carabinieri contestavano all’amministratore unico di un supermercato, sito in un popoloso e periferico quartiere cittadino. I Militari dell’Arma constatavano che, all’interno dell’attività commerciale, erano stati assunti 4 lavoratori con forme contrattuali irregolari, privi della visita medica preventiva, della formazione del personale e della necessaria informazione necessaria, a svolgere le mansioni assegnate.

Questi i primi illeciti rilevati e contestati, a seguito anche dell’esame della documentazione prodotta. Ma durante la verifica i Carabinieri constatavano anche, che il supermercato fosse privo del sistema antincendio e che era stato installato un sistema di videosorveglianza non autorizzato.

L’attività veniva pertanto chiusa temporaneamente per 3 giorni nel rispetto delle normative anti-Covid, contenute nel D.P.C.M. del 24 aprile 2020 e che si riferiscono alle misure di contrasto alla diffusione del contagio nei confronti dei clienti e dei dipendenti. Quindi, il non rispetto delle Ordinanze regionali e dei protocolli settoriali nazionali contenuti nei Decreti Legge, non assicura adeguati livelli di protezione delle persone.

Chiuse anche due pescherie, entrambe site a Corso della Resistenza, attraverso apposite Ordinanze dirigenziali. La prima, a seguito di un sopralluogo effettuato dagli agenti della Polizia Municipale, secondo i quali ‘il titolare esercitava l’attività priva della notifica sanitaria inerente la manipolazione di alimenti ed in difformità al titolo autorizzativo’.

Oltre al sopralluogo effettuato dagli ispettori dell’Asl, che accertavano ‘il cattivo stato di conservazione della merce’, poi sottoposta a sequestro.

La seconda, a seguito di un sopralluogo congiunto effettuato dai poliziotti municipali e da personale dell’Asl, che constatavano ‘la mancanza dei titoli abilitativi necessari’.

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