Monsignor Di Donna: “Non si parla più di emergenza ambientale, ma solo di Covid”.

Circa gli argomenti affrontati dal Vescovo in un’intervista resa di recente alla stampa quotidiana e di cui si riferiva in precedenza, non mancava quello dedicato all’ambiente e circa il quale Di Donna diceva: “Ho più volte denunciato, che l’emergenza ambientale rischia di passare in secondo piano, rispetto alla tragedia che viviamo.

Non si parla più di bonifiche, di roghi tossici, di qualità dell’aria. Né di registro tumori e di cure. Ormai ci si ammala e si muore solo di Covid. Eppure la pandemia che stiamo vivendo, è causata proprio dall’ambiente maltrattato. Qualche negazionista potrebbe pensare alla solita esagerazione, ma non è così.

Dobbiamo renderci conto, che le pandemie sono un capitolo della crisi ambientale e che è da qui, che bisogna partire, per costruire un domani accettabile. Virologi e quant’altri indicano la vaccinazione di massa come antidoto ed hanno ragione, bisogna vaccinarsi.

Ma non basta – proseguiva il Presidente della Conferenza episcopale campana – perché è vero che i vaccini hanno salvato l’umanità, ma essi non rimuovono le cause remote del problema, ossia la salute del pianeta. Il recente studio epidemiologico commissionato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità ha nettamente evidenziato il nesso di causalità tra siti di rifiuti e l’insorgenza di patologie tumorali. Noi Vescovi riteniamo questo Rapporto di particolare importanza.

Esso conferma in maniera scientifica ed ufficiale, quanto la popolazione intuiva da tempo. Basta, si ascolti il grido della terra e dei poveri e si prendano quei provvedimenti, che lo stesso Rapporto indica. In particolare va bloccata qualsiasi attività illecita di smaltimento dei rifiuti. E’ noto, che la Regione Campania ha autorizzato un progetto ad Acerra per l’insediamento di un impianto di produzione di biometano, che tratterà 81 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Per non parlare, poi, della ricorrente ipotesi della costruzione di una quarta linea dell’inceneritore”.

Sulla visita del Papa ad Acerra fissata per maggio dell’anno scorso e poi rinviata il Vescovo affermava: “Il Papa verrà, l’ha promesso più volte, appena la pandemia sarà cessata. Verrà a visitare tutta la popolazione della cosiddetta Terra dei Fuochi. Acerra sarà il luogo simbolo di tutte le terre dei fuochi esistenti in Italia perché, come non mi stanco mai di affermare, Terra dei fuochi non è un luogo ma un ‘fenomeno’.

La sua visita sarà uno ‘scossone’, non per accentuare l’immagine negativa di Acerra, ma per incoraggiare e, diciamolo pure, per essere stati i primi, ad aver sollevato il dramma umanitario dell’inquinamento ambientale.

La sua visita ci darà speranza – concludeva il Vescovo – e contribuirà a non far spegnere i riflettori sulla custodia della ‘casa comune’, secondo gli insegnamenti dell’Enciclica Laudato sì.

Ho raccolto il testimone della presidenza della Conferenza episcopale campana, guidata per 14 anni dal Cardinale Crescenzio Sepe e, con l’aiuto dei miei fratelli Vescovi, cercheremo di camminare ancora in questo momento storico che, certamente, richiede anche altro”.

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