Il centro vaccinale chiude e trasloca. Sospese le somministrazioni per un mese

Chiude il centro vaccinale distrettuale di via Flavio Gioia e protestano i medici di famiglia ed il Pd. La dismissione è stata fissata dall’Asl Napoli 2 Nord per il prossimo 31 marzo. In attesa di aprire un nuovo centro più spazioso nella tendostruttura, individuata insieme al Comune a via Manzoni nei pressi del Parco Urbano.

Ed è così che dal I aprile centinaia di persone già in lista di attesa per la vaccinazione, in prevalenza anziani e soggetti fragili, saranno smistati verso i punti vaccinali di Cardito e Sant’Antimo o gli ospedali di Frattamaggiore e di Giugliano.

“Questa chiusura temporanea non solo penalizza gli anziani, i cittadini fragili ed i loro accompagnatori – tuonano i rappresentanti degli oltre 37 medici di famiglia e pediatri – ma addirittura è un possibile disincentivo a vaccinarsi”.

Il loro dissenso e disappunto per la decisone adottata dall’Azienda Sanitaria Locale Napoli 2 è stato chiaramente espresso durante la riunione dell’Ufficio coordinamento attività del Distretto 46. Ma la polemica veniva portata avanti anche sui social.

“E’ un insopportabile disagio per anziani, persone fragili e non autosufficienti, costretti a recarsi fuori città per vaccinarsi. Ma è anche una decisione ingiustificabile, visto che l’attuale punto vaccinale potrebbe tranquillamente continuare a funzionare fino all’attivazione del nuovo centro, senza subire interruzioni” – spiega la locale sezione del Pd, che intende interessare della questione i Consiglieri regionali del Partito Democratico, affinchè la Direzione Generale dell’Asl Napoli 2 Nord riveda la propria decisione ed il sindaco di Acerra, al contempo, si attivi e muova tutti i passi istituzionali, per impedire che si realizzi un danno per la nostra comunità.

Secondo i medici di famiglia lo stop sarebbe almeno di un mese, il tempo necessario per allestire la tendostruttura di via Manzoni. Ma all’Asl replicano, che nell’attuale centro gli spazi non sono sufficienti, ad accogliere il flusso di una vaccinazione di massa, mentre le nuove sei previste postazioni da allestire nella tendostruttura potrebbero essere già pronte per la prima decade di aprile.

Sabato 27 marzo era prevista la conclusione della gara d’appalto e lunedì 29 era previsto l’inizio dei lavori. Ma i medici insistevano e chiedevano di “prorogare il servizio di vaccinazione nei locali del distretto, in attesa del nuovo grande centro più idoneo”.

La suddetta tendostruttura è capace di offrire aree di parcheggio ed aree di attesa sufficienti, per garantire un consistente aumento delle vaccinazioni rapportato ai bisogni della popolazione residente. Da febbraio scorso ad oggi, presso il Distretto sanitario di Acerra, sono state effettuate circa 300 vaccinazioni, con una media giornaliera di 50 vaccinazioni.

Oltre il 90% dei medici di famiglia si è reso disponibile, a somministrare le vaccinazioni. Ma ci sono difficoltà, ad inserire sul portale della Regione i pazienti fragili da vaccinare. Alcuni medici non avrebbero ancora ricevuto le credenziali di accesso alla piattaforma.

E se il centro di Acerra chiude, quello di Bacoli sarà ampliato, per accogliere un maggior numero di pazienti, fino ad arrivare a somministrare oltre 300 vaccini al giorno, partendo da una media sostenuta fino ad ora di circa 150 dosi.

Contestualmente aumenteranno anche i medici impegnati nell’anamnesi dei pazienti. Così come infermieri e volontari. In corso di potenziamento gli spazi ed i box. La decisione di incrementare questo hub vaccinale è stata adottata anche per alleggerire il punto vaccinale dell’ospedale di Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Intanto gli intoppi verificatisi ad Acerra, con il contestuale aumento della mole di lavoro, saranno stati determinati da diversi motivi.

Tra i quali il dover affrontare ore di coda ed assembramenti, per gli arrivi in anticipo (che i cittadini potevano evitare) al centro vaccinale ed un ‘sistema’ di prenotazioni che, probabilmente, sarà andato in tilt sulla piattaforma telematica. In pratica molti appuntamenti sono stati fisati alla stessa ora.

Anche il personale addetto a garantire la sicurezza e la vigilanza, ad un certo punto è apparso carente rispetto alle esigenze determinatesi. La stessa via Gioia, inoltre, è angusta e favorisce tensioni tra gli automobilisti esasperati in cerca di parcheggio.

Intanto, restando in tema sanitario, il Consigliere regionale della Campania Francesco Iovino, Vice presidente della Commissione Trasparenza, è l’estensore e primo firmatario della proposta di legge, finalizzata ad istituire in Campania il servizio di medicina scolastica.

L’articolato, protocollato nei giorni scorsi, punta ad aumentare la prevenzione ed il controllo sanitario nelle scuole, a tutela della salute degli alunni e di chi ha la responsabilità di educarli.

“In tempo di Covid – spiega Iovino – è diffusamente avvertita la necessità di una ripresa dell’anno scolastico in tranquillità, rispettando i protocolli di sicurezza dell’autorità sanitaria.

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