Opere edili abusive: a breve la demolizione delle opere abusive di Corso Italia?

Nell’ambito del ricco ed interminabile filone dedicato all’edilizia locale, di cui riferivamo anche sui numeri precedenti, prosegue non solo l’attività della Procura della Repubblica di Nola relativamente all’emissione di ordinanze di demolizione, notificate ai proprietari, con conseguente ripristino dei luoghi, per quegli immobili edificati sul nostro territorio in assenza di qualsiasi permesso di costruire.

Manufatti, di cui viene disposto, da parte della Magistratura, il dissequestro temporaneo, al fine dell’esecuzione dell’abbattimento degli stessi. Ma prosegue anche il lavoro delle Forze dell’Ordine, volto all’individuazione di opere realizzate abusivamente. A tal proposito non sono sfuggite a questa sorte alcune opere abusive, site a Corso Italia e riconducibili ad 81enne del posto.

Opere realizzate in assenza della prescritta concessione edilizia, come accertato dal personale del Comando della Polizia Municipale, congiuntamente ad un tecnico comunale, a seguito di un sopralluogo effettuato ad agosto del 2011, con relativa produzione di un rilievo fotografico, attestante lo stato dei luoghi e di una dettagliata informativa di reato, trasmessa all’Autorità Giudiziaria territorialmente competente.

Inoltre, in data 06.12.2013, venne emessa e notificata al proprietario l’Ordinanza dirigenziale n.118 di demolizione dei manufatti abusivi.

Opere abusive che consistono, nell’aver realizzato opere di tramezzatura in un’unità abitativa disposta su due livelli, primo e secondo piano che hanno comportato, di conseguenza, il frazionamento dell’unità abitativa esistente in due unità abitative indipendenti. Ciascuna con un proprio ingresso, una ubicata al primo e l’altra al secondo piano.

Oltre alla realizzazione, tra l’altro, di due balconi lato strada e lato cortile e trasformazione di sottotetto con copertura a falda inclinata in superficie residenziale. Ordinanza n.118 annullata con apposita sentenza nel 2015 dal Tar Campania, a seguito di ricorso prodotto. Sentenza seguita, però, da un provvedimento di diniego definitivo del 26.10.2016 dell’istanza di condono edilizio presentata al Comune. Che, l’anno successivo, acquisì l’immobile a patrimonio comunale.

Pertanto le opere, sottoposte a sequestro, sono state poi interessate dall’Ordinanza di demolizione n.1 dell’11.03.2021, che reca la firma del Dirigente comunale all’Urbanistica Arch.Concetta Martone e che, nel frattempo, è stata già notificata al proprietario, che deve ottemperare alla stessa entro il termine dei 90 giorni concessi, con conseguente ripristino dello stato dei luoghi.

Ordinanza trasmessa al Presidente della Giunta regionale della Campania; alle Forze dell’Ordine, incaricate dell’osservanza della stessa ed alle società, che garantiscono le utenze domestiche.

A seguito di inottemperanza della suddetta Ordinanza, le opere potrebbero essere abbattute dal Comune, che procederà in danno, ossia le spese sostenute dall’Ente comunale saranno addebitate al responsabile dell’abuso.

Contro la suddetta Ordinanza dirigenziale il responsabile dell’abuso può proporre ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo regionale entro 60 giorni o, entro il termine fissato per la demolizione, può richiedere il Permesso di Costruire in sanatoria, se l’intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente, sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.

Intanto lo scorso 18 marzo il sindaco Lettieri firmava, insieme a tutti i Consiglieri del Consiglio Regionale della Campania, nonché al Presidente di Anci Campania, al Presidente di Ancim ed agli altri Sindaci dei Comuni campani, una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

Con la quale gli chiedono, di valutare l’opportunità di ogni misura utile, in modo uniforme per l’intero territorio nazionale, tesa a determinare una sospensione temporanea dell’esecuzione degli ordini giudiziali di demolizione dei manufatti abusivi adibiti a case di necessità, abitate da persone sprovviste di alloggio alternativo, nonché prive delle necessarie risorse economiche, per garantirsi una differente adeguata abitazione, fino al 31 dicembre 2021 o finché perdura lo stato di emergenza nazionale.

E ciò anche a seguito “del considerevole incremento della diffusione del virus e del perdurare dell’efficacia di provvedimenti limitativi della libertà di circolazione delle persone, costrette a non abbandonare le proprie abitazioni ed i Comuni di residenza”.

Infatti ravvisano “la palese inopportunità di dare seguito a provvedimenti che, pur se legittimi, allo stato appaiono oltremodo gravosi per i relativi destinatari, con la doverosa specificazione che la richiesta non intende sottendere, in alcun modo, la sanatoria dei detti abusi, il cui accertamento resta irreversibile”.

 

Joseph Fontano

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