Lettera aperta al Vescovo di Acerra Antonio Di Donna

Eccellenza, ancora una volta ho apprezzato la sua omelia, pronunciata durante le scorse festività natalizie. E’ un accorato appello alle istituzioni, contro chi ci avvelena giorno dopo giorno. La Città, o meglio, coloro i quali si sono sempre battuti, contro quelli che ci hanno rubato il territorio, le radici, le tradizioni, l’aria e l’acqua, sono fermi: non hanno più voglia di lottare.

Non hanno nemmeno voglia di partecipare alle elezioni comunali. Tanto basteranno promesse di posti di lavoro, le misere 20 euro a voto, i buoni pasti, i mancati controlli per stanare quanti non pagano i tributi, per assicurarsi un posto in Consiglio comunale.

Un Comune che è diventato privilegio di pochi e dannazione per tanti. Una città ridotta allo stremo da lavori senza fine e da una miriade di cantieri, che impediscono la normale vita al cittadino, che viene vessato ogni giorno e a tutte le ore.

Un’amministrazione fallimentare e clientelare, infarcita da ignoranza e mancanza di futuro, si dedica all’assistenza, alle rotonde ed a parchi pubblici, che nessuno frequenta. I quartieri periferici abbandonati, le frazioni cittadine Gaudello e Pezzalunga, gli sversamenti abusivi di immondizia sull’intero territorio comunale, le rampe di accesso agli assi mediani, la zona ASI, l’inceneritore, i siti inquinanti e la dilagante criminalità sono il simbolo di quest’amministrazione fallita.

Il centro storico, una volta ritrovo degli acerrani, ora è ad appannaggio di immigrati di ogni nazionalità. Eccellenza, battersi contro questo muro, sostenuto dal ‘porto delle nebbie nolane’, non ne vale più la pena. Acerra morirà così e, malgrado tutto, conviene andarsene.

Luigi Bigliardo

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