Stop al consumo di suolo agricolo ed agli insediamenti di industrie inquinanti in zona Asi

Nell’ultimo decennio la zona Asi di Acerra è divenuta un polo regionale dei rifiuti. Qui, a partire dal più grande inceneritore d’Europa, sono decine le aziende spuntate come funghi, per trattare e stoccare tonnellate di scarti solidi urbani ma anche speciali e pericolosi.

Ma ora, a sei anni di distanza dall’ultimo tentativo, l’Asi di Napoli ci riprova. Il Consorzio di sviluppo industriale di Napoli, di cui l’area Asi di Acerra fa parte lo scorso I febbraio ha deciso: nessun consumo di ulteriore suolo agricolo e stop agli insediamenti di industrie inquinanti per il trattamento e smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi nel territorio Asi di Acerra.

Una decisione che, su richiesta del Comune, era stata già presa dal Consiglio dei Sindaci dell’Asi il 20 aprile del 2015, ma che in tutti questi anni non ha avuto seguito. Adesso nel nuovo regolamento per l’insediamento di iniziative imprenditoriali del Consorzio Asi di Napoli sono stati accolti due emendamenti proposti dal Sindaco Lettieri, a tutela del territorio e della comunità acerrana.

Il Consiglio generale del Consorzio Asi di Napoli, riunito lunedì I febbraio, per approvare alcune modifiche al regolamento, ha infatti accolto le proposte del primo cittadino presentate al presidente del Consorzio Giuseppe Romano.

Nel dettaglio il primo emendamento votato, all’art.8 stabilisce che: “La realizzazione di interporti, snodi intermodali, infrastrutture logistiche o l’insediamento di qualsiasi attività economica che concerne la zona ASI nel territorio di Acerra, laddove il progetto di sviluppo oggetto di assegnazione preveda la realizzazione di nuovi beni immobili, possono avvenire solo nelle aree dell’attuale perimetro urbanistico del Consorzio Asi, senza consumo di ulteriore suolo agricolo”.

‘Obiettivo di questo primo emendamento – ha ribadito Lettieri – è il contenimento di consumo di suolo (sottratto all’utilizzazione agricola) e, di conseguenza, la protezione degli spazi dedicati all’attività agricola’. Nel secondo emendamento, inoltre, il Comune di Acerra ha ottenuto un risultato storico per la città.

Avendo già da diversi anni richiesto a tutti i tavoli sovracomunali, a cui è chiamato a partecipare, di tenere assolutamente in considerazione il concetto di “cumulo”, nell’esaminare l’impatto ambientale dei progetti da insediare sul territorio comunale, anche ai sensi di quanto prescritto dalla normativa vigente, in particolare dal punto 5 lettera e dell’Allegato VII alla Parte II del Decreto Legislativo n.152/2006 dove si richiede, nell’ambito dello studio di impatto ambientale, una descrizione dei probabili impatti del progetto proposto dovuti “al cumulo con gli effetti derivanti da altri progetti esistenti e/o approvati, tenendo conto di eventuali criticità ambientali esistenti, relative all’uso delle risorse naturali e/o ad aree di particolare sensibilità ambientale suscettibili di risentire degli effetti derivanti dal progetto”, il Consiglio generale, su proposta del Sindaco al Presidente Romano, ha integrato il regolamento, stabilendo che “nella zona Asi territorio di Acerra sono da ritenersi escluse le autorizzazioni all’insediamento di qualsiasi attività economica di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi, in nome del principio di precauzione e salvaguardia del territorio”.

Il Presidente del Consorzio Asi di Napoli ha dichiarato: “Gli emendamenti in questione sono pienamente condivisi, perché sposano il principio del Consorzio, di voler realizzare attività produttive, senza pregiudicare l’attività agricola”.

Il sindaco Lettieri ha ribadito: “Sin dal nostro insediamento, nel 2012, abbiamo potato avanti l’idea di una moratoria delle industrie inquinanti, in nome del principio di precauzione e a salvaguardia di un territorio, che già ha dato tanto in passato, sotto il profilo dell’insediamento dell’inceneritore e di altre industrie a forte impatto ambientale.

C’è stato in passato anche un atto di indirizzo del Consiglio comunale in tal senso e oggi la comunità di Acerra ottiene un risultato importante e straordinario”.

Ad ogni modo sulla realizzazione di nuovi insediamenti industriali ad Acerra, come altrove, anche su quelli “impattanti”, sarà però necessario attendere l’ultima e decisiva parola, quella della Regione.

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