Sorpreso dai poliziotti municipali, viene denunciato per traffico illecito di rifiuti

Erano gli agenti del locale Comando della Polizia Municipale, agli ordini del Capitano Clemente Cimmino a sorprendere, durante un’operazione di controllo del territorio, un uomo di circa 30 anni che, alla guida del suo furgone pieno di rifiuti speciali, stava transitando lungo le strade cittadine.

Ma veniva bloccato dai caschi bianchi ad un posto di controllo. Il 30enne, residente in un Comune limitrofo, era alla guida di un Citroen “Canguro” privo della necessaria copertura assicurativa. Sul lato passeggeri era seduto un ragazzo, che aveva tra le mani alcuni pneumatici.

Ed è così che scattavano i controlli all’automezzo, all’interno del quale venivano rinvenuti una cinquantina di copertoni usati. Secondo quanto è stato possibile sapere, l’uomo avrebbe detto, che destinatari di tali pneumatici erano alcune officine della zona, che li avrebbero acquistati per pochi euro, affidandogliene altri destinati allo smaltimento.

Ai poliziotti municipali non restava altro da fare, che denunciarlo alla Procura della Repubblica di Nola per traffico illecito di rifiuti e sanzionarlo anche per la mancata copertura assicurativa. Dopo aver sottoposto a sequestro giudiziario il mezzo, i Vigili Urbani redigevano e trasmettevano alla Procura della Repubblica di Nola, unitamente ad un rilievo fotografico, una dettagliata informativa di reato.

Intanto secondo un dossier di Legambiente, la Campania è ancora sul podio per i reati contro l’ambiente, con 5.549 reati accertati di illegalità ambientale nel 2019, segnando un’impennata senza precedenti nell’attacco delle ecomafie, ossia + 44% rispetto all’anno precedente. E sono ben 4.231 le denunce e 24 le persone arrestate, a cui si aggiungono 1.777 sequestri.

Secondo il rapporto “Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”, realizzato da Legambiente per il 26esimo anno consecutivo, la Campania è maglia nera nell’illegalità ambientale, nel ciclo dei rifiuti e del cemento. Napoli si conferma prima provincia d’Italia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala ben sei posizioni rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018.

«I numeri e le storie raccolte nel rapporto – dichiara Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania – dimostrano inequivocabilmente, come il crimine ambientale sia essenzialmente un crimine d’impresa.

Se le mafie continuano ad essere una minaccia per l’ambiente e per gli ecosistemi, una parte rilevante la giocano, come sempre, imprese, imprenditori e professionisti spregiudicati e senza scrupoli e pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione.

Le risorse ambientali sono, per queste ragioni, ad alto rischio di predazione ecocriminale”.

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