Quella volta che Maradona giocò nel fango dello stadio di Acerra per aiutare un bambino malato

Il decesso di Diego Armando Maradona, avvenuto mercoledì 25 novembre, per un “insufficienza cardiaca acuta”, riporta alla memoria la partita di beneficenza giocata dal campione argentino nell’ex Stadio comunale di Acerra (cancellato dalla protervia del sindaco Lettieri).

Infatti nel pomeriggio del 18 marzo 1985 Maradona disputò una partita amichevole, che vide contrapporsi il Napoli, tra le cui fila giocarono anche Giuseppe Bruscolotti, Antonio Carannante, Marco De Simone, Pietro Puzone e la locale squadra dell’Acerrana. Scopo dell’incontro era quello di raccogliere fondi, da destinare ad un bambino napoletano, al fine di consentirgli di essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico in una clinica estera.

Il compagno di squadra, nonché acerrano Pietro Puzone, insieme al capotifoso Pasquale D’Angelo, scomparso pochi anni fa, avevano organizzato quella singolare partita.

Allora il Napoli lottava per non retrocedere ed il Presidente del club partenopeo, Corrado Ferlaino, non concesse l’autorizzazione a giocare per timore di infortuni.

Ma Maradona non volle sentire ragioni e, contravvenendo al divieto del Presidente, pagò di tasca propria una clausola dell’assicurazione versando, senza battere ciglio, 12 milioni delle vecchie lire e le spese del pullman. Della partita fece parte anche Hugo, fratello di Maradona, il capo degli Ultras Gennaro Montuori, più noto come ‘Palummella’ ed Ernesto Milano, il preparatore atletico di Diego. Per tutta la mattinata aveva piovuto a dirotto ed il campo da gioco era ridotto ad una fangaia.

Ma nonostante le avverse condizioni metereologiche gli spalti dello Stadio avevano fatto registrare il tutto esaurito. Presenti c’erano circa 10 mila spettatori, che fecero registrare un incasso di circa 20 milioni di lire, donati ai familiari del bambino. Il riscaldamento del famoso calciatore avvenne tra le auto parcheggiate. Poi il boato e l’ingresso in campo in quello stadio, che ha lasciato il posto alla villa comunale, che poteva essere costruita in un’altra area del territorio comunale.

Durante la partita Maradona segnò una rete con la mano, ma l’arbitro non gliela convalidò. “Gli annullai un gol fatto con la mano, lui riconobbe l’errore e a fine partita si congratulò con me” – racconta il direttore di gara di quell’incontro, l’ex Vigile Urbano Pasquale Castaldo, oggi 64enne poliziotto municipale in pensione. Una storia che ha raccontato molte volte ai figli ed ai nipoti e che è parte integrante della sua vita. “Sono tifoso del Napoli – aggiunge Castaldo – ed è stato un sogno dirigere una partita con Maradona in campo che, l’anno successivo, sarebbe diventato campione del mondo.

Ero in una buona posizione, quando vidi Diego tirare in porta il pallone con la sua manina. Ma io feci segno che il gol non era valido, imitando il gesto, anche se tutti dagli spalti pensarono, che avessi fischiato un fuorigioco”.

Ed intanto, forse per ovviare alla cancellazione definitiva di quella memorabile giornata di sport e di solidarietà, arrivava via social la proposta del Presidente del Consiglio comunale Andrea Piatto, di realizzare all’interno del Parco pubblico una statua in onore del calciatore argentino, così come deliberato giovedì dal Consiglio comunale.

 

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