Il Comune attesta che il Consorzio di Bonifica non ha effettuato opere. Ma vuole dargli 710 mila euro!!

Torna prepotentemente alla ribalta la tassa del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, di cui ci siamo occupati per anni, producendo un’informazione puntuale e dettagliata sull’operato prodotto sull’iniquo balzello dalle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo.

E spesso rimaste “invischiate” in situazioni anche imbarazzanti ed incapaci di intraprendere soluzioni concrete e risolutive della problematica (citiamo, ad esempio, i famosi ed inutili Prestampati di Ricorso distribuiti al cittadino, che poi pagò ugualmente e di più o il ricorso presentato al Tar Campania dal Comune e dichiarato inammissibile dalla V Sezione del Tar Campania in data 22 novembre 2007 e tanto altro ancora).

Il tutto fino a novembre 2019, quando il sindaco Lettieri comunicò alla città, con tanto di manifesto colorato la notizia, secondo la quale dal 2019 i cittadini di Acerra non avrebbero pagato più l’odiata tassa. Il primo step riguardava quei residenti, la cui abitazione si trova nel centro abitato, servita cioè dalla condotta fognaria comunale.

Chi si trova al di fuori del perimetro urbano e non servito dalla condotta fognaria pubblica, doveva invece ancora pagare, anche se erano allo studio soluzioni alternative.

Adesso però la Giunta, capeggiata dallo stesso Lettieri, propone al Consiglio comunale di votare la Delibera n.105 del 4.11.2020, con la quale approvare lo schema di convenzione, da stipulare col suddetto Consorzio al quale il Comune, per le annualità 2008-2016, deve versare la ‘modica somma’ di 709.875,11 euro!!

Soldi già appostati sull’apposito capitolo di Bilancio ma di cui, fino ad oggi, non si era mai fatto cenno, neanche durante la recente campagna elettorale per le regionali.

Denaro, che non è stato mai erogato con regolarità, “data l’esistenza di reiterati atti interruttivi dell’obbligazione tributaria”. Dalla lunga relazione istruttoria, che reca la firma del Dirigente ai Servizi Finanziari Gennaro Cascone e di quello ai Lavori Pubblici Giovanni Soria, emergono alcuni aspetti amministrativi e tributari contrari al Comune, come la sentenza n.6550/2019, a seguito dei ricorsi proposti contro l’Ente comunale dalla Regione Campania e dal Consorzio stesso.

Ma il perno dell’intera questione (che approfondiamo più avanti), è la sentenza della Corte costituzionale n.188/2018, la quale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art.23 comma 1 della legge n.11/2003 della Regione Calabria (Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei Consorzi di Bonifica), nella parte in cui prevede, che “il contributo consortile di bonifica, quanto alle spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali dei Consorzi, è dovuto ‘indipendentemente dal beneficio fondiario’ invece che ‘in presenza del beneficio”.

In pratica il contributo serve sia per garantire l’esistenza del Consorzio, sia per corrispondere i servizi resi dallo stesso. E i due aspetti sono inscindibili tra di loro, come scrivono i giudici della Corte costituzionale, che citano anche l’art.860 del Codice Civile.

Ma ad Acerra il Consorzio di Bonifica ha effettuato opere sul territorio comunale dal 2010 al 2018? NO. E lo sapete chi lo attesta con tanto di nota protocollata? Proprio Soria, che oggi propone uno schema di convenzione tra il Consorzio ed il Comune!!

Al di là del fatto che, se è stato lo stesso primo cittadino, a dire che solo i proprietari di beni immobili agricoli dovevano ancora pagare, mentre chi si trova nel perimetro urbano non deve più nulla, riconoscendo la suddetta somma al Consorzio, è come se stesse ripartendo il debito tra tutti i cittadini. Anche quelli del perimetro urbano.

Una curiosità, poi: la legge parla di immobili, che non sono sottoposti a contribuzione, perché già pagherebbero il contributo della depurazione. Ma i terreni saranno beni mobili o immobili?

E cosa dire dell’Ordinanza n.24 del 19.10.2017, che Lettieri fu costretto ad emanare, per intimare alla Regione ed al Consorzio di Bonifica, di rimuovere completamente i rifiuti abbandonati ed i residui di sterpaglia in zona Pip-località Marchesa, così come indicati dall’Arpac e dall’Asl?

Ordinanza contro la quale i due Enti pubblici fecero ricorso al Tar Campania che, con sentenza n.6550/2018, rigettò i ricorsi ed accolse le ragioni del Comune di Acerra, bollando come negligenti i due Enti, ritenendoli colpevoli,per aver omesso l’esercizio dei doverosi poteri pubblicistici di manutenzione, gestione, tutela dell’ambiente idrico e vigilanza sul bene”.

Insomma, dobbiamo anche pagare, chi non ha effettuato i dovuti interventi ed ha determinato un evento dannoso alla comunità locale?

 

Joseph Fontano

 

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