Sequestrate armi e munizioni, erano in una cavità rocciosa

Rinvenute e sequestrate in una piccola cavità rocciosa, sita nei pressi delle ex sorgenti del Riullo, due pistole perfettamente funzionanti, complete di caricatori e munizioni e, quindi, dell’intero munizionamento. A recuperarle, durante un’operazione di controllo del territorio, erano gli agenti del locale Commissariato di Polizia, diretti dal Vice-questore Stefano Iuorio.

Ovviamente non si conoscono i particolari del “singolare” ed anomalo rinvenimento. Le armi, entrambi calibro 9×21, venivano subito inviate al gabinetto regionale della Polizia Scientifica che, nel corso dei giorni successivi, le avrebbe sottoposte ai necessari esami balistici, al fine di accertare se le stesse siano state usate per fatti di sangue. Naturalmente il sequestro è stato fatto a carico di “ignoti”.

Secondo fonti non ufficiali le due pistole semiautomatiche sarebbero di provenienza furtiva. In quella stessa zona di campagna, oltre ai resti della vecchia città di Suessola, vi è una mega discarica di oltre 20 metri quadrati, scoperta nel 1995, all’interno della quale vi sono interrati fusti contenenti sostanze tossiche e nocive provenienti dall’ex stabilimento Montefibre.

A 25 anni di distanza (all’epoca dei fatti l’indagine venne seguita dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Nola, Paolo Itri), quei fusti sono rimasti interrati, nonostante le promesse di bonifica dell’area, che sembra essere stata confiscata e mai risanata.

Ma torniamo alle pistole rinvenute che, certamente, sono state portate tra gli anfratti di quelle rocce da qualcuno, che ben conosce quella zona di campagna, frequentata ogni giorno da decine e decine di agricoltori (che potrebbero essere ascoltati dagli inquirenti).

Non è da escludere, che gli investigatori di Acerra siano giunti al rinvenimento delle due pistole grazie a qualche preziosa informazione. Ora spetta agli investigatori cercare elementi utili, per rintracciare i reali proprietari delle armi, che difficilmente sono persone incensurate.

Al vaglio degli inquirenti le possibili impronte digitali lasciate sulle due pistole. Al momento nessuna pista investigativa va tralasciata. Le pistole potrebbero appartenere a chiunque, non solo a personaggi della malavita ma anche a qualche rapinatore, abituato ad agire lungo la vicina Salerno/Caserta.

Di certo armi e munizioni erano ben celate in un involucro, ma agevolmente recuperabili in caso di necessità, magari per colpire qualche obiettivo in zona.

Di certo il proprietario, magari pregiudicato, ha preferito tenere lontano da casa sua “gli attrezzi del mestiere”, onde evitare che gli stessi venissero rinvenuti dalle Forze dell’Ordine durante un’eventuale perquisizione. Non è la prima volta, che le Forze dell’Ordine trovano armi da fuoco nascoste nei pagliai o vicino a qualche pozzo artesiano.

 

Nino Pannella

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