Zona Asi: i Carabinieri sequestrano 4 cantieri durante gli scavi contenenti svariati rifiuti

Erano gli scavi effettuati, nei giorni scorsi, dall’Enel e da alcune società delle telecomunicazioni nella locale zona Asi, per realizzare una serie di importanti collegamenti al di sotto del livello stradale, a riportare alla luce un male antico, ma proprio di questo territorio: l’inquinamento ambientale.

Infatti, dalle buche scavate per dare il via alla posa dei cavi elettrici e telematici, emergevano rifiuti di varia tipologia, tra i quali si sospettava anche la presenza di rifiuti tossici e pericolosi.

Ad intervenire sul posto con un vero e proprio blitz erano i Carabinieri Forestali della stazione di Marigliano, agli ordini del Maresciallo Alessandro Cavallo, che sottoponevano a sequestro penale i quattro cantieri avviati dalle società, con la conseguente interruzione dei lavori di realizzazione dei collegamenti infrastrutturali.

Una maxi operazione a tutela dell’ambiente e della pubblica incolumità. L’elenco dei rifiuti emersi dal sottosuolo è lungo ed inquietante: guaine bituminose, materiale edile da risulta, amianto, pezzame, fanghi di depurazione contenenti cotton fioc, composti minerali di colore nero, verde e blu, esalazioni di idrocarburi. Le scorie venivano riportate alla luce lungo le strade principali della zona industriale acerrana.

Qui le aziende di fornitura dei servizi elettrici e telematici (fibra ottica) avevano aperto una serie di buche per la posa dei cavi.

Del tutto veniva prodotto dai Militari dell’Arma un rilievo fotografico ed una dettagliata informativa di reato, trasmessa alla Procura della Repubblica di Nola. Va da sé che, adesso, si dovrebbe procedere ad una classificazione dei rifiuti, con conseguente rimozione degli stessi e bonifica dell’area.

Sul posto, intanto, si erano recati anche gli ambientalisti della zona, tra i quali Alessandro Cannavacciuolo, il quale diceva: “Da diversi giorni stavamo monitorando questi scavi e, siccome conosciamo bene quest’area e la sua storia, ne abbiamo approfittato per controllare meglio.

Ci è bastato dare un’occhiata all’interno delle buche scavate, per capire subito quello che stava accadendo. Tanti rifiuti nel suolo a formare intere stratificazioni”.

Il sospetto, avallato dal sopra citato sequestro, è che il sottosuolo della locale zona industriale sia una gigantesca discarica abusiva. Del resto nell’area Asi di Acerra una delle prime operazioni risale a circa trent’anni fa, quando il personale del locale Commissariato della Polizia di Stato sequestrò l’intero collettore che, dall’ex Montefibre, risale fino al depuratore di Caivano, sito in località “Omomorto”.

Si trattava di due chilometri di rifiuti, una delle discariche abusive più lunghe della storia dell’inquinamento. Un serpentone di veleni mai bonificato, scarti ormai sepolti sotto un ultradecennale strato di piante ed erbacce.

L’anno scorso gli ambientalisti hanno scoperto, che in un documento inviato alla Regione Campania ed al Comune è scritto, che nel sottosuolo di una delle tante aziende del polo di trattamento dei rifiuti, si nascondono altre scorie pericolose.

Ed il suddetto ritrovamento è stato fatto dinanzi ad un impianto confiscato dallo Stato ad una nota organizzazione dell’ecomafia.

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