Il Tar del Lazio dà ragione all’avv.Auriemma: questa è una Vittoria per Acerra e per l’Italia

A maggio 2019 riportammo il giudizio della Corte di Giustizia Europea, emesso il giorno 8 dello stesso mese e con il quale i giudici sentenziarono per il No a nuovi inceneritori e per lo stop all’ampliamento di quelli esistenti. Un giudizio che pesava sui destini non solo dell’impianto acerrano, ma sull’intero sistema di smaltimento dei rifiuti in Campania.

I giudici del Tribunale che ha sede in Lussemburgo infatti bocciarono il Decreto SbloccaItalia del 2016, dando ragione ai Comitati ambientalisti, che avevano fatto ricorso. Stop alla costruzione di nuovi inceneritori, ma anche all’aumento dei quantitativi di rifiuti da bruciare in quelli già operativi, senza una Valutazione di Impatto Ambientale Strategica.

Venivano bloccati di fatto la realizzazione di un nuovo impianto in Campania (8 in tutt’Italia), previsto dall’allora Governo Renzi, per soddisfare lo smaltimento dei rifiuti ed era a rischio anche la costruzione di una quarta linea per l’inceneritore di Acerra, predisposta dal Governatore De Luca. Soddisfatti ovviamente i Comitati e le associazioni ambientaliste accorsi in massa in Lussemburgo e legalmente rappresentati dall’Avvocato Carmela Auriemma, Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. La quale, all’indomani della sentenza, dichiarò:

Oggi Davide ha battuto il Golia della lobby dell’incenerimento. In Italia c’è chi ha creduto di poter costruire 8 nuovi inceneritori ed aumentare il quantitativo, che attualmente si brucia in quelli esistenti, senza neanche fare la Valutazione Strategica Ambientale (Vas). Ma la giustizia europea ha detto chiaramente, quello che noi sosteniamo da anni: il Decreto Sbloccaitalia e la sua normativa attuativa violano la direttiva Ue relativa alla VAS”.

E’ noto, infatti, che l’anno precedente il Tar del Lazio aveva accolto parzialmente il ricorso di una serie di associazioni ambientaliste sul Decreto “Sblocca Italia”, che autorizzava a conferire negli inceneritori 750 mila tonnellate di rifiuti all’anno, in luogo delle 600 mila indicate e consentite dall’Europa. Una serie di associazioni come “Movimento Rifiuti Zero”; “Comitato Acerra Donne del 29 Agosto” e “Mamme di Venafro” portarono davanti al Tribunale Amministrativo i Decreti attuativi della legge Sblocca Italia, pubblicati nel 2017.

Il ricorso contestava la politica italiana, che predilige il ricorso agli inceneritori, sia autorizzando la costruzione di 12 nuovi impianti, che aumentando la quantità dei rifiuti fino a 750 mila tonnellate. Secondo gli ambientalisti questa quantità supera la quota massima consentita dall’Europa e persegue più l’ottica di pensare a bruciare i rifiuti, che di promuovere la differenziazione ed il riciclo degli stessi. Una questione non certo formale, che poteva avere conseguenze dirette in Campania per l’inceneritore di Acerra.

Il Tar del Lazio ritenne di non poter decidere su questa materia. Tuttavia stabilì, che esiste una contraddizione tra la normativa nazionale e quella europea e per questo chiese alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di pronunciarsi.

Ebbene, lo scorso 6 ottobre, lo stesso Tar del Lazio, confermando la decisione dei giudici del Tribunale lussemburghese, ha emesso una sentenza storica ed ha annullato il Decreto attuativo dell’art.35 dello SbloccaItalia, perché contrario al diritto dell’Unione europea. Infatti, nonostante sia stato ribadito che resta confermato un margine di discrezionalità al Governo sulla qualificazione degli inceneritori come “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”, è stato ribadito anche che la stessa qualificazione “deve comunque garantire, che la gestione dei rifiuti sia effettuata, senza danneggiare la salute umana e senza recare pregiudizio all’ambiente”.

Una grande vittoria per Acerra e per l’intera nazione, ottenuta dalla sopra citata professionista di Acerra, grazie ad un mix di competenza, determinazione e dedizione alla questione. “Oltre agli 8 inceneritori che non si possono costruire – commentava raggiante la professionista – non ci sarà l’aumento di due milioni di rifiuti nei 42 impianti già esistenti.

Ringrazio tutti i comitati e le associazioni che, dal primo momento, ci hanno creduto, raccordandosi tra di loro e producendo un grande sforzo. Ho sempre sostenuto, che la strada per contrastare questi impianti è quella del diritto europeo e non quella del diritto nazionale.

Ho sempre detto, che le più grandi battaglie sono spesso fatte nelle piazze e nelle aule di giustizia, dove vengono fatti valere i diritti dei cittadini, spesso calpestati e violati. Oggi, in una di quelle aule, ha vinto Davide e qualcosa è cambiato. Questa vittoria mi fa ben sperare, anche per Acerra, la mia città. Ora attendiamo il Consiglio di Stato”.

Sta di fatto, che dinanzi ad un pronunciamento giurisdizionale di tale portata ed importanza, la quasi totalità degli organi di informazione non ha riportato la notizia. Distrazione o troppo grossi gli interessi toccati?

 

J.F.

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