Covid-19: pubblicati sul sito internet del Comune i dati personali di una signora posta in quarantena!!

E’ tutt’ora affissa all’Albo Pretorio del Comune di Acerra, alla sezione Ordinanze sindacali, nel mentre scriviamo, l’Ordinanza n.44 del 21.08.2020 a firma del sindaco Lettieri, avente ad oggetto “ulteriori misure per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Obbligo di permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per trasgressori”.

Un provvedimento adottato per ordinare ad una signora del posto di 44 anni, di restare sottoposta alla misura della quarantena obbligatoria presso il proprio domicilio, sito ad Acerra e di non avere contatti con nessuno, con la sorveglianza attiva da parte dell’Asl Na2 Nord per il tempo previsto dalla normativa vigente e fino al rilascio di idonea certificazione di avvenuta guarigione da parte dell’Asl di competenza.

Insomma tutto bene. Ovviamente è noto che anche in Italia vige la legge sulla privacy, risalente al 2003 e che è stata integrata il 25 maggio del 2018, quando sono entrate in vigore le normative sulla privacy, che avevano recepito il Regolamento dell’Unione europea 2016/679.

Naturalmente tra i dati sensibili tutelati dell’interessato e che non possono essere mai rivelati, oltre all’origine razziale o etnica, le convinzioni religiose, le opinioni politiche, l’appartenenza sindacale e l’orientamento sessuale, ci sono anche i dati relativi alla salute.

Tra l’altro il garante sulla privacy, prendendo a riferimento il D.Lgs.n.33/2013 e successive modificazioni, con riferimento all’operato delle Pubbliche Amministrazioni, in materia di trasparenza e pubblicazione dei dati personali online, specifica che “è vietato diffondere dati personali idonei, a rivelare lo stato di salute o informazioni da cui si possa desumere, anche indirettamente, lo stato di malattia o l’esistenza di patologie dei soggetti interessati.

Il Garante ha più volte ribadito la necessità, di garantire il rispetto della dignità delle persone facendo oscurare, ad esempio, dai siti web dei diversi Comuni italiani, i dati personali contenuti nelle Ordinanze…Occorre prestare attenzione ai dati sensibili e giudiziari con il divieto assoluto di pubblicare dati idonei a rivelare lo stato di salute”.

Ebbene, se vi collegate con il portale del Comune, alla faccia della privacy, troverete tutti i dati della persona posta in quarantena per Covid-19, compreso il suo indirizzo e l’interno!!

Ma che era necessario ed obbligatorio anonimizzare i dati contenuti nell’Ordinanza, oscurando del tutto il nominativo e le altre informazioni riferite all’interessato, che ne possono consentire l’identificazione anche a posteriori, lo dimostra l’Ordinanza n.43, avente il medesimo oggetto, ma priva dei dati dell’interessato. Una situazione gravissima.

Da qui la domanda spontanea, ossia: nessuno degli addetti ai lavori, quantunque regolarmente retribuito, si è accorto di tale errore, onde evitare al sindaco una magra figura? Nemmeno uno dei 10 componenti l’Ufficio Staff, che gravano sulle finanze della collettività per circa 350 mila euro all’anno?

E la diretta interessata intraprenderà adesso un’azione legale nei confronti del Dirigente alla Trasparenza del portale del Comune o degli altri eventuali responsabili di tale violazione?

Ma non è la prima volta, che l’amministrazione della legalità vìola la suddetta norma. Infatti, con Decreto n.13 del 3.9.2019, il Sindaco conferì al Segretario Generale, Maria Piscopo, anche se ad interim, le 6 deleghe detenute dal Dirigente Francesco Annunziata, temporaneamente assente per motivi di salute, tra cui quella alle Gare e Contratti, “per assicurare la necessaria continuità dell’azione amministrativa e gestionale”.

Un Decreto sindacale, nel quale si spiattellava ai quattro venti, che il funzionario era malato e del quale veniva evidenziato il ricovero ospedaliero!!

Non meno grave fu quanto accadde con la Determina dirigenziale n.76 del 17.01.2017, a firma addirittura dell’ex Comandante dei caschi bianchi Felice D’Andrea, avente ad oggetto la “Modifica dell’orario di servizio” e relativa ad una dipendente in forza alla Direzione della Polizia Municipale, indicata con un numero di matricola. La quale chiese ed ottenne, fino al 31 dicembre dello stesso anno, per motivi di carattere familiare, tale modifica dell’orario.

Ma anche in questo caso, alla faccia della privacy, all’atto amministrativo fu allegata anche la sua domanda, con tanto di nome e cognome e complessa situazione familiare vigente, ossia la separazione legale dal marito come da provvedimento del Tribunale di Nola e la gestione del figlio minore!!

Eppure, per molto meno, alcuni dipendenti o ex dipendenti comunali sono finiti o finiscono dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari.

 

Joseph Fontano

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