Tra l’eccezionale valore della memoria e l’appello del Vescovo Di Donna

Il popolo dev’essere sovrano, non suddito, schiavo, pauroso di ricevere ritorsioni o peggio ancora per avere vantaggio personali…Dobbiamo ritrovare il gusto della partecipazione, di essere informati…Tutti ci lamentiamo sottovoce, chiacchieriamo, ma non abbiamo il coraggio di partecipare. Lo esigono le regole della democrazia. Lo esige tutto il sangue innocente dei giovani morti per cancro in questi anni. Quel sangue che grida vendetta al cospetto di Dio”.

Sono queste alcune delle frasi pronunciate in Cattedrale da Mons.Antonio Di Donna durante l’omelia dell’Assunta e di cui riferiamo più avanti. Parole che conservano tutta la loro attualità e che ben si compenetrano, sia nell’appuntamento elettorale del 20 e 21 settembre prossimi (elezioni regionali) e sia nelle riflessioni, qui brevemente riportate.

Sì, perché mentre gli altri candidati locali ad uno scranno in Consiglio regionale non possono contare su di un genitore, che è sindaco in carica di Acerra da ben otto anni, la 21enne Vittoria Lettieri invece può, essendo la figlia dell’attuale primo cittadino.

Una circostanza che potrebbe in parte “attutire” una sua evidente deficienza, ossia quella di non avere alle spalle nessuna esperienza politica ed amministrativa. Ma proprio questa “pesante presenza paterna”, potrebbe tramutarsi quasi in un boomerang per la giovane aspirante amministratrice regionale, che invita a votare per quel presidente uscente, al secolo Vincenzo De Luca, che proprio il padre Raffaele accusava, ad esempio, di non provvedere a bonificare il nostro territorio.

E allora, visto che anche in campo politico la memoria gioca un ruolo molto importante, alcune domande sorgono spontanee, ossia: sosterranno e voteranno la figlia di Raffaele Lettieri tutti quei genitori, i cui figli non hanno potuto usufruire della refezione scolastica negli ultimi anni, con tutti i disagi che hanno dovuto patire?

La voteranno tutti gli imprenditori locali, che non hanno realizzato alcuna opera pubblica cittadina, non traendone alcun vantaggio lavorativo ed economico dalle stesse?

La voteranno i disoccupati acerrani, che mai sono stati impiegati dalle imprese, che in loco hanno realizzato le suddette opere pubbliche?

La voteranno tutti quei conduttori di veicoli, che sono stati pesantemente sanzionati dai poliziotti municipali, che si avvalevano di telecamere che, probabilmente, non erano neanche omologate a tale finalità?

La voteranno tutti i contribuenti, che si videro sanzionati per non aver differenziato bene i rifiuti, salvo poi vedere scaricare nell’inceneritore del Pantano per tre notti consecutive 600 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati di Napoli e provincia?

La voteranno tutti quelli che, ancora oggi, riconducono alla presenza e all’attività dell’unico inceneritore presente in Campania i decessi per cancro e tumore dei loro cari, estintisi in tutti questi anni?

La voteranno quei cittadini, che avrebbero preferito che i soldi spesi, per allestire sontuosi buffet, fossero stati spesi, invece, per realizzare disinfezioni, disinfestazioni e deblattizzazioni straordinarie, contro il proliferare di insetti di ogni tipo?

La voteranno i cittadini, che hanno notato “strane anomalie” nella redazione del Piano Urbanistico comunale, che è costato oltre 300 mila euro?

La voteranno i contribuenti, che avrebbero pagato di meno la tassa dei rifiuti solidi urbani, se fosse stato realizzato dall’impresa, che svolge il servizio, il cantiere nella zona Pip?

La voteranno tutti i commercianti ed i cittadini, che puntualmente si allagano da anni alle prime piogge autunnali?

La voteranno i suoi concittadini, la cui vita è stata segnata dall’insicurezza urbana e sociale, garantita dalla criminalità locale? La voteranno i dipendenti e gli ex dipendenti comunali soprattutto quelli, la cui dignità, è stata “valorizzata” dagli amministratori cittadini con il loro invio dinanzi alla Commissione per i Provvedimenti Disciplinari, con gli improvvisi trasferimenti in altra ripartizione, la collocazione in ferie non richieste ecc.?

E potremmo continuare ancora per pagine e pagine. Se tutti questi sopra citati cittadini-elettori, per tutto quello che hanno patito, vogliono premiare l’attuale sindaco, votandone la figlia, facciano pure. Del resto ognuno è artefice del proprio destino.

Oppure, se davvero i profili dei candidati agitano ed alimentano le vostre perplessità, può venirvi in aiuto la saggezza dell’umorista Kim Hubbard, il quale disse: “Tutti vorrebbero votare per l’uomo migliore: peccato che non sia mai uno dei candidati”.

 

J.F.

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