Mons.Antonio Di Donna: “Il polo dei rifiuti nel nostro territorio è un disegno diabolico”.

Tre suicidi in poco meno di due settimane probabilmente attribuibili alla crisi economica post lockdown. A lanciare l’allarme era il Vescovo Antonio Di Donna durante l’omelia dell’Assunta nella Cattedrale cittadina. Un’omelia dai toni duri, durante la quale il prelato rilanciava la necessità di contrastare il degrado ambientale in vista dell’annunciata visita pastorale del Papa.

“Vorrei richiamare la vostra attenzione su un fenomeno che mi preoccupa – diceva Mons.Di Donna – e speriamo finisca qui. Nel giro di due settimane ci sono stati tre suicidi, tre persone che si sono tolte la vita. Due qui ad Acerra ed una a San Felice a Cancello.

Non sappiamo certo le motivazioni, ma non è difficile capire, che dietro questi gesti disperati ci siano motivi di povertà, di disoccupazione, di mancanza di lavoro soprattutto in questo tempo di pandemia, che sta causando nuove povertà, in cui la gente non ce la fa più ad andare avanti”.

Ad Acerra il primo caso si era verificato il 26 luglio. Domenico, un imprenditore 70enne di materiali edili, si sparava con la propria pistola. Dapprima sembrava un incidente, ma dopo si propendeva per il suicidio.

Il 3 agosto invece a decidere di farla finita era Pasquale, un barbiere di 41 anni, trovato senza vita da alcuni parenti nel suo salone.

A San Felice, invece, Comune che fa parte della Diocesi acerrana, si suicidava nell’abitazione in cui viveva da solo Francesco, un pensionato di 69 anni. “Sono molto preoccupato per questa drammatica crisi, che stiamo vivendo da alcuni mesi – aggiungeva l’alto prelato – e le prospettive future, una volta finiti gli incentivi erogati dallo Stato, non sono certamente rosee. Certo non abbiamo la bacchetta magica, per risolvere i problemi.

Però almeno la vicinanza o un piccolo aiuto è importante, per sollevare chi non ce la fa ad arrivare, non a fine mese, ma nemmeno alla metà. Preghiamo, perciò, perché non si perda il grande bene della speranza. Senza la quale non si può vivere, ma si muore, in quanto essa è necessaria come il pane e come l’acqua. La Diocesi sarà vicina alle famiglie, che hanno avuto queste perdite così drammatiche”. Ma poi, rivolto ai fedeli, li esortava a segnalare situazioni gravi.

Sul fronte ambientale, tema che ha sempre caratterizzato il suo apostolato; al quale ha sempre dedicato le sue energie e rivolto le sue battaglie, il Vescovo diceva: “Sul fronte dell’ambiente purtroppo dobbiamo registrare, ancora una volta, il perdurare di un disegno ‘diabolico’, che vuole fare del nostro territorio il polo dei rifiuti della Campania.

Il disegno è ormai chiaro: ancora una volta, in queste settimane, ci troviamo a fare i conti con l’autorizzazione di un nuovo impianto di produzione di biomasse nell’area Asi di Acerra. Esso dovrebbe sorgere in un’area già piena di strutture per lo smaltimento dei rifiuti. E come se non bastasse – sbottava Di Donna – c’è un altro gemello, un impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere a Caivano, in località “Omo Morto”, al confine con il nostro Comune.

E tutto questo senza consultare i cittadini interessati. Realizzare questi impianti significherebbe affossare per sempre il nostro territorio”. Il Vescovo quindi mantiene alta e viva la battaglia per un ambiente salubre e per un’agricoltura, che sarebbero fortemente penalizzati dalla creazione di un polo regionale dei rifiuti.

“Il nostro territorio è saturo ed ha già pagato da troppi anni. La Campania è una regione così grande: perché tale accanimento? Acerra diventa così la vittima di questo disegno diabolico che le istituzioni, regionali o locali, non vogliono o non possono contrastare”, accusa l’indomito prelato rivolto a Palazzo Santa Lucia e al Comune.

Poi gli strali si indirizzano all’aria, che diventa irrespirabile soprattutto d’estate per i roghi “che continuano” e nauseabonda per gli sversamenti serali di sostanze tossiche. “Altro che mascherine per non prendere il contagio. Qui ad Acerra la mascherina a noi serve contro la puzza e contro quello che dobbiamo respirare. E niente viene fatto per controllare la qualità dell’aria con le centraline, che sforano di continuo ed intanto ci si continua ad ammalare e a morire.

Di recente i Carabinieri hanno sequestrato tra Acerra ed Afragola migliaia di tonnellate di compost sospetto versato nei campi coltivati. E’ vero, ci danno pure le motivazioni: questi impianti servirebbero, perché lo smaltimento è il vero antidoto, il vero mezzo per combattere gli scarichi abusivi. Ma a noi interessa che la nostra terra sia blindata”.

E ricorda, che a prepararsi per la visita del Papa sono i Vescovi e le dieci Diocesi comprese nel territorio tra Napoli e Caserta, interessate al dramma dell’inquinamento ambientale.

 

Maria Luigia Feldi

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