Due le lettere anonime con accuse pesanti alla politica e minacce di morte ad un ambientalista

Era la stampa quotidiana a fare riferimento a due lettere anonime dai contenuti inquietanti. Una di minaccia di morte all’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo ed alla sua famiglia ed un’altra piena di veleni, con un lungo elenco di accuse e di presunti intrecci tra politica locale, criminalità organizzata e forze dell’ordine. Circa la prima lettera, essa veniva recapitata di notte presso l’abitazione della sorella dell’ambientalista, candidato alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre prossimi nelle fila del Movimento 5 Stelle.

La seconda veniva “imbucata” attraverso le saracinesche di alcuni negozi, ovviamente chiusi. Una missiva che racconta di concorsi truccati, di rapporti di alcuni politici con il malaffare e di quattro funzionari delle Forze dell’Ordine corrotti dalla politica.

Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 agosto, invece, ignoti si erano introdotti nel palazzo in cui abita una sorella di Cannavacciuolo, impegnata a sostenere il fratello. “Put…na, morirai tu e quel bastardo di tuo fratello”, la scritta composta con ritagli di giornale incollati su un foglio bianco. Il giovane denunciava al Commissariato di Polizia, diretto dal Vicequestore Stefano Iuorio, sia l’episodio che lo riguarda e sia quello della missiva ai negozi.

“Ho denunciato tutto – dichiarava Cannavacciuolo – perché l’omertà non fa altro, che aggravare contesti già molto difficili. Mi rammarico che, fino ad ora, alla Polizia sia andato solo io, nonostante che molti in città abbiano saputo.

Ancora una volta il tentativo di zittirmi, di mettere fine alla mia attività di contrasto all’illegalità, è miseramente fallito. Utilizzare come mezzo di intimidazione i miei familiari è davvero un atto vile e tipicamente mafioso”.

 

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