La vicenda dei pacchi alimentari finisce all’attenzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

Se qualcuno pensava che la questione dei pacchi alimentari, distribuiti dal Comune agli indigenti durante lo scorso mese di aprile, in piena emergenza coronavirus, fosse caduta nel dimenticatoio, si è sbagliato.

Infatti, al di là del considerevole ritardo, con cui furono consegnati i pacchi, a chi ne aveva fatto richiesta (consegna che fu portata a termine dopo il 12 aprile, giorno di Pasqua!!); al di là che gli stessi anticiparono i buoni spesa ed al netto delle polemiche sorte tra il sindaco Lettieri ed il mondo del volontariato, così come evidenziato anche dal Vescovo Antonio Di Donna attraverso la stampa quotidiana, ecco un esposto indirizzato lo scorso 21 luglio all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) dai Consiglieri comunali Domenico Zito e Carmela Auriemma, che è anche Presidente della Commissione di Vigilanza.

Esposto che così recita: “Con Determina n.450 del 09.04.2020, avente ad oggetto “Intervento per far fronte all’Emergenza alimentare da Coronavirus. Affidamento ai sensi dell’art.36 comma 2 lett.a- del D.Lgs 50/2016 alla Ditta La Nuova Tirrenica srl. Impegno di Spesa”, il Comune di Acerra, nella persona del Dirigente ai Servizi Sociali, approvava l’offerta economica della ditta “La Nuova Tirrenica s.r.l.” con sede legale a Cardito, per un totale fornitura di € 39.940,00 più IVA, pari ad € 2.821,60 (differenziata per aliquote di cui € 741,60 al 4% ed € 2.140,00 al 10%) per un totale fornitura di € 42.821,60.

La Nuova Tirrenica si impegnava al servizio di fornitura di n.2.000 pacchi alimentari, contenenti cadauno i seguenti prodotti: 3kg. di pasta di grano duro (1kg penne. 1kg spaghetti, 1kg ditali); 1 confezione di 6 fette biscottate da 630 gr Buitoni (o similari); 1kg di zucchero raffinato Eritalia (o similari); 1kg. di sale di Sicilia; 1litro di olio extra vergine di oliva; 1 confezione da 12 di tonno Rio Mare (o similari) 80 gr; 2 confezioni di latte parzialmente scremato da 1 litro.

Il Comune infatti – prosegue l’esposto – in data 07.04.2020, aveva inviato ad 8 ditte specializzate nella fornitura di alimentari un invito a far pervenire, entro le ore 13:00 dell’08.04.2020, un preventivo offerta per n.2000 pacchi alimentari contenenti caduno i seguenti prodotti: (e ripete quelli appena riportati ndr).

A parere degli scriventi, tutta la procedura indicata nella Determina del 09.04.2020 presenta alcuni aspetti poco chiari come, ad esempio, l’aver proceduto ad una seconda offerta a vista solamente alla ditta La Nuova Tirrenica s.r.l., risultata poi aggiudicataria, nonostante questa non abbia risposto alla prima offerta e non si è proceduti, invece, all’assegnazione dell’unico operatore, che abbia risposto, seppur in ritardo, alla prima offerta del 07.04.2020.

Inoltre – aggiungono i due Consiglieri – tra gli otto destinatari risultano, oltre La Nuova Tirrenica, anche la Super T Gruppo Tirrenica, con sede in Acerra, a via Madonnelle, che però rientra nello stesso gruppo della Nuova Tirrenica, la cui gestione fa capo alla sig.ra N.A. la quale è, tra l’altro, suocera di un Consigliere comunale di maggioranza.

In ogni caso ciò che rileva, è che solo pochi giorni dopo, in data 15.04.2020, con Determina n.472, si affida nuovamente all’impresa La Nuova Tirrenica un ulteriore affidamento diretto e, in particolare, la fornitura “agli stessi patti e condizioni della Determinazione dirigenziale n.450 del 09.04.2020, il servizio di fornitura di n.550 pacchi alimentarideterminando, a parere degli scriventi, una violazione del limite imposto dalla lett.a, comma II, dell’art.36 del Decreto Legislativo n.50/2016.

Alla luce di quanto rappresentato, si chiede a codesta Autorità di verificare, per quanto di competenza, eventuali violazioni ed illegittimità delle procedure in oggetto”.

I due esponenti dell’opposizione adesso sono in attesa di un riscontro alla loro nota. Il Comune, com’è memoria dei più, dovette ricorrere ai pacchi alimentari, nonostante che il Governo avesse trasferito, già il 31 marzo, nelle casse comunali la somma di 561.958,95 euro, destinati ai buoni spesa, consegnati addirittura dopo le festività pasquali, mentre altri Comuni, che avevano ricevuto il finanziamento governativo, avevano già distribuito alle famiglie istanti i ticket spesa ben prima di Pasqua!!

E che la situazione in città già fosse esplosiva, lo testimoniavano gli assembramenti dei tanti nuclei familiari richiedenti le confezioni alimentari a piazza Duomo ed erogati dalla Caritas.

 

J.F.

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