Il bizzarro episodio dei “pacchi pasquali al pesce” distribuiti agli indigenti

L’esposto pubblicato in precedenza e relativo ai pacchi alimentari distribuiti agli indigenti durante la fase più critica del Covid-19, ci riporta alla mente anche il bizzarro episodio dei pacchi arricchiti nell’autoparco comunale dai dipendenti comunali con prodotti ittici, in particolare pesce ed ivi scaricati da un’azienda locale. Prodotti non distribuiti, però, nel rispetto delle normative vigenti e che causavano l’intervento dei Carabinieri della locale stazione e di quelli del Nucleo Anti-Sofisticazione di Napoli.

E così, mentre in alcuni pacchi c’era finito del pesce, in altri del pesce non c’era neanche l’odore. Infatti sembrerebbe che l’azienda sia stata costretta a riprendersi il prodotto, forse per smaltirlo presso una ditta specializzata dopo il Lunedì in Albis. Pacchi poi consegnati a casa ai richiedenti dagli impiegati comunali e dal personale della Polizia Municipale. In merito all’erogazione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa, era un noto quotidiano, datato 15.04.2020, a riportare il caso dei “pacchi pasquali al pesce”. Ecco di seguito l’articolo redatto da Nino Pannella.

“E’ finita solo nel primo pomeriggio di lunedì dell’Angelo (ampiamente fuori tempo massimo, tenuto conto che Pasqua e Pasquetta era già stata superata), la consegna dei pacchi alimentari predisposti dal Comune, per far fronte all’emergenza alimentare provocata dal coronavirus.

A fare da “pony express” (sottraendoli ai compiti d’istituto, ovvero di controllo del territorio), oltre ad una consistente squadra di agenti della Polizia Locale, c’erano altrettanti dipendenti comunali che, a bordo delle auto di servizio, hanno provveduto a raggiungere le residenze delle sedicenti famiglie “indigenti”, che avevano presentato richiesta all’Ente, per ottenere i buoni spesi promessi dal governo Conte.

Da fonti non ufficiali sarebbero stati distribuiti oltre 2000 pacchi, all’interno dei quali (in almeno un centinaio di questi), i dipendenti del Comune hanno aggiunto pesce scongelato ed una manciata di mitili (ossia cozze). Merce che l’Ente aveva ricevuto in “regalo” dalla stessa ditta, che si era aggiudicata la strana gara per la fornitura degli alimenti.

Misteriosamente poi, dopo l’arrivo dei Carabinieri, mitili e pesce sono spariti dalla circolazione. Sul posto anche i Nas di Napoli che, per quanto è stato possibile sapere, hanno fatto restituire pesce e cozze all’impresa che, in mattinata, li aveva consegnati (con tanto di bolla di accompagnamento), nelle mani di un volontario del Nucleo comunale della Protezione Civile, divenuto cosi di diritto e di fatto (secondo le vigenti normative in materia), responsabile dell’anomala fornitura.

Intanto nel garage dell’ente, divenuta una pescheria a tutti gli effetti, è stata notata la presenza di 4 dipendenti della ditta fornitrice del pesce, i quali hanno provveduto ad imbustare il pesce (senza alcun rispetto delle rigide norme per il confezionamento del pesce surgelato, che poteva essere imbustato, ma solo nei locali autorizzati), in sacchetti con tanto di logo della loro azienda.

Un vero e proprio papocchio che, in tempi e luoghi diversi, i poliziotti municipali avrebbero provveduto, senza alcun tentennamento, a sanzionare, sequestrando la merce e denunciando all’autorità giudiziaria, coloro trovati in possesso degli alimenti. Ma tant’è”.

 

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